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Giorgia Meloni dice no a un tavolo sulla situazione dell’Ilva in concomitanza con la sua visita in città per l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, che si terrà venerdì. L’invito era arrivato dalle associazioni di categoria del territorio, veicolato dal prefetto Ernesto Liguori ma la presidente del Consiglio ha declinato la richiesta assicurando che il tavolo sulla crisi dell’acciaieria “tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre” per “esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane per il futuro assetto dell’impianto”. In ballo ci sono l’offerta di Jindal, ancora in campo, e una manifestazione d’interesse – al momento molto generica – da parte di una cordata di 14 aziende italiane aderenti a Federacciai. In ballo c’è l’area a freddo del siderurgico, dopo che la Corte d’Appello di Milano ha ordinato la sospensione dell’area a caldo entro il 27 ottobre per i rischi ambientali e per la salute.
La decisione avrà impatti profondi sull’occupazione con almeno 5mila esuberi diretti, quasi tutti a Taranto, ed enormi costi legati alle bonifiche. Senza contare i danni per l’indotto, con altre migliaia di occupati in bilico. Aspetti che hanno mandato in fibrillazione le associazioni di categoria del territorio, già in crisi da anni e in attesa del pagamento di fatture scadute. Meloni ha tuttavia ribadito che un tavolo esiste già e non c’è alcun bisogno di trasferirlo a Taranto in concomitanza con l’impegno legato ai Giochi del Mediterraneo, durante il quale si terrà anche una manifestazione dei Cobas. Anzi, ha aggiunto: “È mia intenzione convocare, sempre a Palazzo Chigi, uno specifico Tavolo per la città di Taranto, al fine di valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva”. Anche questo tavolo, va specificato, è in realtà in piedi da tempo al Mimit. “Garantisco – ha detto ancora – che il mantenimento di un’importante capacità produttiva di acciaio è ritenuto dal governo obiettivo di rilievo nazionale”.
Spiegando le ragioni del suo no, la premier ha ricordato che “il tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore è convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal sottosegretario Mantovano e composto da tutti i ministri a vario titolo competenti, fin da quando si è insediato l’attuale esecutivo”. Quindi ha sottolineato: “Senza escludere il confronto con le organizzazioni che operano sul territorio, al Tavolo per Taranto saranno invitati innanzitutto i vertici nazionali delle stesse (insieme, ovviamente, ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali), il che conferirà al Tavolo di lavoro il giusto peso. Il mio, quindi, è un invito a un dialogo allargato, da realizzare nella sede del governo, con il coinvolgimento più ampio e di carattere nazionale, come la situazione impone”.
Meloni sarà in città da venerdì insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale si erano invece rivolte le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedendo un incontro. Il capo dello Stato, con ogni probabilità, non avrà modo di avere un faccia a faccia. Tuttavia, in un passaggio di un messaggio inviato al Nuovo Quotidiano di Puglia e che sarà pubblicato integralmente nell’edizione di venerdì, il capo dello Stato ha voluto inviare un “pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza” agli abitanti della “storica città di Taranto – custode di un patrimonio storico, culturale, artistico dí inestimabile valore – che negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita”. Si tratta, ha sottolineato Mattarella, di elementi che “costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale”. Quindi l’auspicio: “La scelta di Taranto come sede di un evento di carattere internazionale come quello dei Giochi del Mediterraneo manifesta il ruolo che la città riveste nella Repubblica. L’augurio è che, a partire da questi giochi, Taranto torni ad abbracciare il futuro”.
L'articolo Meloni venerdì a Taranto ma dice no alle associazioni di categoria: “Tavolo sull’Ilva in città? Già previsto a Roma” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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