Meloni: “La fiera Più libri più liberi chiede agli editori il patentino antifascista. È censura, incompatibile con la democrazia”

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È “censura“, dice Giorgia Meloni, chiedere alle case editrici che partecipano a una fiera di firmare una dichiarazione di antifascismo. Nel mirino c’è Più libri più liberi, l’evento che si svolge a dicembre alla Nuvola dell’Eur di Roma e che l’anno scorso aveva visto un gruppo di editori protestare contro la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco il cui catalogo, aveva denunciato un gruppo di ospiti della manifestazione, si basa “in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita”.

“Per partecipare “, scrive la premier sui social, “le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica“.

Sui social le risponde il leader M5S Giuseppe Conte: “Nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell’Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo”. E continua: “Giustamente oltre all’ossessione nei miei confronti adesso ha l’ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell’Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme”.

L'articolo Meloni: “La fiera Più libri più liberi chiede agli editori il patentino antifascista. È censura, incompatibile con la democrazia” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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