Mani dietro la schiena e sguardo attento verso il cantiere, “umarell” alla riscossa: ecco quale sarà il loro ruolo

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C’è chi trascorre il tempo al parco a giocare a carte e chi, invece, rimane immobile con le mani dietro la schiena davanti ai cantieri, seguendo ogni movimento come se stesse supervisionando un’opera pubblica nazionale. Sono gli “umarell”, pensionati che si fermano a osservare i lavori in corso e a commentarne l’andamento, una presenza ormai così riconoscibile da essere diventata quasi una risorsa civica. Ed è proprio su questa figura che le amministrazioni locali stanno iniziando a riflettere con sempre maggiore attenzione

L’idea, raccontata anche da La Stampa, parte da un principio semplice: se sono sempre lì a guardare i lavori in corso, perché non coinvolgerli ufficialmente? Da qui nasce la proposta di trasformare gli storici osservatori dei cantieri in una sorta di “sentinelle” del territorio, con il compito di monitorare opere pubbliche e segnalare eventuali criticità. Un esempio concreto arriva da Villasanta, in provincia di Monza, dove è già attiva una piccola squadra di pensionati: otto cittadini, tra cui anche ex ingegneri, architetti e periti, che collaborano in forma volontaria per osservare i lavori pubblici e segnalare eventuali anomalie. Una specie di controllo di prossimità, ma con esperienza tecnica alle spalle.

L’idea a Torino e l’esempio già attivo a Villasanta

L’idea è arrivata anche in Consiglio comunale a Torino grazie a una proposta del capogruppo dei Moderati Simone Fissolo, che ha portato in aula una mozione dal titolo emblematico: “Coinvolgimento degli umarell nei cantieri”. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare una presenza ormai folkloristica in una risorsa organizzata, capace di migliorare il controllo e la comunicazione tra cittadini e amministrazione. Secondo la proposta, gli “umarell” potrebbero contribuire al monitoraggio dei cantieri, in particolare quelli legati ai progetti del Pnrr, segnalando ritardi, disservizi o eventuali problemi. Il tutto in forma strutturata e con un riconoscimento ufficiale del loro ruolo, almeno in fase sperimentale.

A sostegno dell’idea viene citato proprio il modello di Villasanta, dove i volontari civici sono anche coperti da assicurazione e operano con un minimo di organizzazione. “Segnalano tempestivamente eventuali anomalie”, viene spiegato, permettendo interventi più rapidi e una gestione più efficiente del territorio.

Dietro la proposta

Dietro la proposta c’è anche un ragionamento sociale: valorizzare il contributo delle persone anziane che, pur non più attive professionalmente, mantengono competenze ed esperienza e possono continuare a essere utili alla comunità. Un modo per trasformare quella presenza costante ai bordi dei cantieri da semplice curiosità a partecipazione attiva.

Resta ora da capire se questa figura tutta italiana, nata quasi per ironia, potrà davvero diventare parte strutturale del controllo dei lavori pubblici o se continuerà a restare ciò che è sempre stata: una presenza fissa, con le mani dietro la schiena e lo sguardo critico rivolto verso ruspe e betoniere.

L'articolo Mani dietro la schiena e sguardo attento verso il cantiere, “umarell” alla riscossa: ecco quale sarà il loro ruolo proviene da Il Fatto Quotidiano.

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