Male la scuola primaria, va meglio alle superiori. Ma gli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di preparazione pre covid – Il rapporto Invalsi

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La scuola primaria peggiora, soprattutto in Sicilia, Sardegna e Calabria dove gli interventi dell’Agenda Sud e i diversi progetti del Governo non funzionano. Ancora non si è tornati ai livelli di preparazione precedenti alla pandemia. A dirlo è l’annuale rapporto nazionale Invalsi, presentato alla stampa questa mattina dal presidente Roberto Ricci.

Se il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara può vantare una netta diminuzione della dispersione scolastica al punto da far entrare il nostro Paese tra quelli più virtuosi (Belgio, Francia, Paesi Bassi) i dati in italiano e matematica nelle tre regioni citate sopra sono allarmanti: il 50% degli alunni tocca il livello più basso in tutti gli ordini di scuola. I numeri migliorano solo per quanto riguarda la misura delle competenze digitali e l’inglese. Ma vediamo la situazione punto per punto a partire proprio dalle “elementari”.

Alla primaria, dove vengono testati i bambini di seconda e quinta, in italiano rispetto al 2019 (preCovid) si registra un calo nei risultati medi. In particolare per gli alunni di sette anni. Anche in matematica si rilevano – rispetto a sette anni fa – tre punti di riduzione. Ricci parla in maniera chiara di “fragilità”, anche se prova a minimizzare sottolineando che si tratta di una riduzione minima. Comunque si tratta di percentuali in calo.

Luci si vedono, invece, in inglese dove il 91% dei bambini raggiunge il livello più alto in reading e l’85% in ascolto. Per il presidente è difficile individuare le cause di questo aggravamento (età dei docenti, lezione frontale o altro) ma la questione – ammette il numero uno dell’Istituto – è senz’altro legata alla didattica.

Alle medie, la colonnina della febbre non si abbassa più di tanto. In italiano Ricci mette le mani avanti presentando i grafici: “I ragazzi che esaminiamo sono quelli che hanno affrontato la primaria ai tempi della pandemia”. Una giustificazione per motivare gli scarsi livelli raggiunti in lettura e i dieci punti percentuali di divario tra Nord e Sud. Ma anche la valutazione del grado più basso ottenuta dal 50% degli allievi delle due grandi isole e della Calabria: in matematica si arriva persino al 60% di studenti con il livello uno (il peggiore). Solo in inglese e in informatica va meglio.

Le superiori sono quelle che se la cavano bene. In italiano oltre il 62% dei giovani in secondo superiore raggiunge la soglia dell’adeguatezza (a parte le citate regioni). E in matematica si registra persino un miglioramento al Sud.

Maglia rosa per le competenze digitali: oltre l’80% garantisce competenze buone per quanto riguarda la sicurezza, la creazione di contenuti, la comunicazione e l’alfabetizzazione. Vanno bene in italiano gli studenti di quinto superiore: l’Invalsi registra un miglioramento in ogni macroarea compreso il Mezzogiorno (al Sud si passa dal 44% al 47% del livello di accettabilità e anche nelle isole dal 43% al 47%) con una incisiva riduzione delle differenze territoriali. Un trend confermato in matematica: a raggiungere il grado più alto di competenze sono il 52% degli studenti rispetto al 49% del 2025. Grave, tuttavia, il dato della Sardegna: circa il 70% non conquista il livello più basso. Ottimismo anche per l’inglese e le competenze digitali: sette allievi su dieci concludono le superiori con un grado avanzato di conoscenze.

Infine, la dispersione. Sempre meno giovani lasciano la scuola. Ricci stima un dato nazionale per il 2026 del 7,3% e con soddisfazione parla di “un record storico”. Addio alla tinta rossa sulle mappe europee. Finalmente possiamo vantare un risultato positivo anche se in Sicilia (13,7%) e Sardegna (13,6%) la percentuale non permette di stare sereni. Così anche in due regioni del Centro Nord: la Liguria (9,3%) e la Toscana (9,8%).

Ai numeri sono seguite le analisi puntuali di Ricci: “Non si torna al livello preCovid ma non sappiamo il perché”. “Il boicottaggio dei test da parte dei ragazzi esiste ma non inficia i risultati”. “Ci sono delle criticità ma non possiamo dire che Agenda Sud non funzioni”.

L'articolo Male la scuola primaria, va meglio alle superiori. Ma gli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di preparazione pre covid – Il rapporto Invalsi proviene da Il Fatto Quotidiano.

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