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Con un pantalone bianco, una cinta nera e un reggiseno dello stesso colore, Natalia Paragoni ha scelto di raccontare la sua storia attraverso un gesto semplice ma dal significato profondo: lo svelarsi del suo capo, liberato dal foulard che lo avvolgeva. Un atto di coraggio e vulnerabilità al tempo stesso.
La content creator, che sta affrontando un percorso di cura impegnativo, ha scelto le parole con cura quando si è raccontata al Il Corriere della Sera: “La parola chemio fa paura, preferisco chiamarle infusioni”. E ancora: “Ho scoperto di avere un linfoma diverse settimane prima di sapere esattamente quale fosse. La prima biopsia aveva confermato che si trattava di un linfoma, ma non era riuscita a identificarne la tipologia. È stato un periodo molto difficile, perché sapevo che c’era qualcosa che non andava, ma non avevo ancora tutte le risposte. Dopo il parto e dopo l’intervento per rimuovere il linfonodo, è arrivato il risultato definitivo. Ricordo perfettamente quel momento: io e Andrea ci siamo messi a piangere”.
Natalia Paragoni ha scelto di raccontare pubblicamente della sua malattia, il linfoma di Hodgkin, diagnosticato quando era all’ottavo mese di gravidanza della sua seconda figlia, Beatrice, nata dall’amore con Andrea Zelletta. L’influencer, seguita da oltre un milione e mezzo di persone sui social, ha iniziato la chemioterapia poco dopo il parto, avvenuto il 5 maggio.
L'articolo “Ma guardatela…”: Natalia Paragoni si mostra con i capelli rasati dopo la chemioterapia per il linfoma di Hodgkin. Aveva detto: “Preferisco chiamarle infusioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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