Livorno abbraccia Protti: oltre 10mila persone al Picchi per l’ultimo saluto. “Solo chi ti ha vissuto ci può capire”

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La commozione era tantissima. Ma Livorno ha accolto Igor Protti come avrebbe desiderato. Erano più di 10mila per l’ultimo saluto di un giocatore che, come recita il grande striscione esposto in curva, “era prima di tutto un uomo”. E questa umanità si è percepita tutta. Anche dai suoi ex compagni, come Amelia, Diamanti, Bagnoli, Galante e i fratelli Lucarelli. Protti ha fatto la storia, lo testimoniano le istituzioni (presente il sindaco Salvetti, il presidente della Lega Pro Marani, tutta la società del Livorno), lo testimoniano i tifosi, la cui massiccia presenza ha richiesto addirittura l’apertura del settore ospiti.

Il feretro di Protti è entrato nello stadio poco dopo le 18, accompagnato dai tifosi della squadra. “Ciao Igor. Oggi salutiamo l’uomo prima ancora del calciatore, solo chi ti ha vissuto ci può capire”. Uno striscione di 60 metri appeso sotto la Curva Nord gremita ha accolto il feretro per il suo ultimo giro di campo allo stadio Armando Picchi. Occhi lucidi, grande commozione anche in tribuna completamente esaurita per l’addio all’attaccante.

Poi il coro incessante “Igor Protti capo degli ultrà” tra bandiere e fumogeni e la gigantografia di Protti in mezzo alla curva tra applausi scroscianti. All’ingresso del feretro si è alzata una cortina di fumogeni che ha oscurato il cielo. Protti è stato successivamente celebrato con cori, fumogeni, lacrime e applausi. Come voleva, come aveva chiesto. E ci è riuscito.

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