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Un cittadino moldavo di 37 anni è stato arrestato e trasferito nel carcere di Pistoia con l’accusa di omicidio stradale e fuga. È lui l’uomo che si trovava alla guida del furgone che nella notte dell’11 settembre ha travolto e ucciso Linda Martinucci, 46enne residente a Viareggio. L’identificazione del conducente è arrivata in tarda serata, al termine di una lunga serie di interrogatori e dell’analisi dei filmati di videosorveglianza, chiudendo il cerchio attorno al mezzo fuggito senza prestare soccorso. Insieme a lui, sul veicolo commerciale era presente un connazionale di 33 anni, denunciato a piede libero per omissione di soccorso.
Il sorpasso e il tamponamento in discesa
La dinamica dell’incidente si è consumata intorno alle 3:00 del mattino lungo la discesa del cavalcavia Lombardi, nel tratto compreso tra la Torre Matilde e Largo Risorgimento. Linda Martinucci stava pedalando affiancata dal fidanzato, anch’egli in bicicletta. Alle loro spalle procedeva un’automobile, a sua volta seguita da un furgone Opel. Il conducente del mezzo commerciale ha effettuato una manovra di sorpasso: rientrando repentinamente nella corsia di marcia, ha urtato a forte velocità la bicicletta della 46enne, sbalzandola a diversi metri di distanza. Dopo l’impatto, anziché fermarsi, il furgone ha accelerato facendo perdere le proprie tracce. Il fidanzato della vittima non è stato colpito ed è rimasto illeso.
La fuga, i soccorsi e la targa appuntata
Sono stati proprio il compagno della donna, l’automobilista superato dal furgone e alcuni passanti a rilevare il numero di targa del veicolo in fuga e a chiamare il 112 alle 2:57. L’automedica ha raggiunto il luogo dell’incidente in cinque minuti, alle 3:02, trovando la donna in condizioni critiche a causa delle gravi emorragie e delle lesioni riportate. Caricata sull’ambulanza per il trasferimento d’urgenza verso il pronto soccorso, Linda Martinucci è andata in arresto cardiaco ed è deceduta durante il tragitto, nonostante i tentativi di rianimazione.
Le telecamere e l’identificazione del conducente
Grazie alla targa fornita dai testimoni, i carabinieri hanno rintracciato in breve tempo l’Opel. Il proprietario, risultato totalmente estraneo ai fatti, ha spiegato di aver dato il mezzo in uso a un gruppo di cittadini moldavi domiciliati in città. Portati in caserma e sottoposti all’alcoltest, i sospettati non hanno fornito indicazioni su chi si trovasse materialmente al volante. La svolta per le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Lucca Antonio Mariotti, è arrivata dall’acquisizione delle telecamere pubbliche e di quelle di un distributore di benzina situato nei pressi del vecchio cavalcavia. I fotogrammi registrati prima e dopo lo schianto hanno permesso di accertare la presenza di soli due uomini a bordo al momento dell’impatto (e non tre come ipotizzato in un primo momento) e di stabilire in modo inequivocabile che alla guida si trovava il 37enne.
L'articolo Linda Martinucci travolta e uccisa in bicicletta a Viareggio, individuato e arrestato il pirata che l’ha investita con il furgone: è un 37enne ora in carcere proviene da Il Fatto Quotidiano.




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