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“Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi” (Leone XIV al Meeting di Rimini). Quanto stridono queste parole appassionate e commosse con un mondo apparentemente impazzito. “In questo momento storico comprendiamo più profondamente la profezia che quasi mezzo secolo fa venne inscritta nel nome dato a queste giornate: Meeting per l’amicizia fra i popoli. Come vi disse San Giovanni Paolo II, «già solo il pronunciare queste parole rallegra il cuore: ‘Incontro’! ‘Incontro di amicizia’! ‘Amicizia tra i popoli’! Parole che acquistano un particolare significato in queste ore, spesso drammatiche, della storia del mondo» (Discorso al III Meeting per l’amicizia tra i popoli, Rimini, 29 agosto 1982).
Il governo indiano ed il suo stato maggiore della difesa non fanno mistero di considerare il crescente allineamento tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan come una minaccia strategica per l’India.
Le tensioni crescenti nello scacchiere euromediterraneo tra Turchia ed Israele ci dicono di quanto profondamente la rinuncia di Donald Trump a mantenere unito l’occidente stia accelerando una logica delle relazioni internazionali fatta di prove di forza e di sistematica individuazione della guerra come una opzione conveniente. I russi costretti a uscire dalla Siria hanno prontamente riposizionato in Libia in ben sei differenti aeroporti i propri asset decisivi sia per tenere sotto scacco i Paesi europei, Francia e italia in primis, sia per garantire l’espansione della propria sfera di influenza nel Sahel.
India, Pakistan e Israele sono potenze nucleari. La politica senza Morale che oggi si incarna in molti dei leader globali non produce nuovi equilibri ma destabilizza strumentalizzando il ruolo di popoli e nazioni. Per troppo tempo la voce della Chiesa è stata considerata alla stregua di un richiamo morale condivisibile ma senza politica, cioè senza capacità di individuare e perseguire soluzioni. L’intervento di papa Leone XIV al meeting di Rimini colma questo divario ed affida ad una nuova generazione responsabilità precise e decisioni ineludibili.
“Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura”.
Il papa americano aveva già definito e a sorpresa l’Unione europea un dono per il mondo intero. Sostenerne il progetto politico, correggerlo dove serve, rilanciarlo nella sua sostanza di pace e libertà è la responsabilità che Leone XIV mette nelle mani non solo dei militanti di Comunione e Liberazione, ma di tutti i cristiani e di quegli uomini di buona volontà che indipendentemente dal proprio credo non vogliono rassegnarsi ad una politica che si fermi ai rapporti di forza. “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia. “In un mondo attraversato da tante manovre che puntano a conquistare mercati e spazi di influenza, spesso rivestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo”.
Una alternativa insomma ai pacifismi opportunisti che vorrebbero ucraini e palestinesi e oppositori iraniani e tanti altri ancora abbandonati al loro destino e dall’altra parte i sostenitori machiavellici dei calcoli geopolitici più esasperati. In spe erecti!

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