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AGI – Con una messa solenne in programma stasera in commemorazione del centenario dalla morte di Antoni Gaudì, Papa Leone XIV inaugura la Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia, l’ultima che restava da terminare nella mastodontica e (ancora) incompiuta opera del celebre architetto, dichiarato venerabile da Papa Francesco. La 18esima Torre è destinata ad essere non solo la più alta della basilica, ma anche una delle strutture più alte di Barcellona (172,5 metri) che, con la sua croce a quattro bracci, trasformerà lo skyline della città. L'ultimo mattone farà anche della Sagrada Familia la chiesa più alta al mondo. La parte costruita da Gaudí è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2005.
La conclusione dei lavori nel 2036
Il termine dei lavori della Sagrada Familia era fissato nel 2026. Tuttavia, la pandemia di coronavirus ha sconvolto i piani della Giunta Costruttrice della basilica. Secondo le ultime stime, l’iconico monumento sarà terminato nel 2036, più di 150 anni dopo che Gaudí assunse la direzione del progetto.
Parallelamente alla costruzione delle torri, infatti, ci sono diversi progetti in corso in altre aree della basilica, come i lavori per le fondamenta del futuro Battistero, quello per completare la Cappella dell’Assunzione e i chiostri annessi, e il restauro delle torri della facciata della Natività, la parte più antica del tempio.
Perché serve così tanto per completarla
L’interminabile durata dei lavori della Sagrada Familia può essere attribuita a diversi fattori. Il design innovativo e complesso di Gaudí ha posto significative sfide tecniche, ma non è il principale problema. La morte improvvisa dell’architetto rappresentò un contrattempo importante per il progetto. Quando Gaudì morì, infatti, solo un quarto del tempio era stato completato. Non aiutarono i costanti cambiamenti nella gestione dei piani, e il succedersi di architetti che assunsero il controllo nei decenni successivi. Durante la Guerra Civile spagnola parte dell’opera già realizzata subì danni e si persero i progetti originali e i modelli,
Ma uno degli ostacoli più grossi è sempre stato il finanziamento. Fin dai suoi inizi, la Sagrada Familia ha dipeso in gran parte da donazioni private per la sua costruzione. Infine, a rallentare ancora i tempi in tempi più recenti, è arrivata la pandemia di Covid-19, prima con le restrizioni sanitarie e i lockdown che hanno costretto a fermare temporaneamente i lavori, e poi con il calo del turismo che ha ridotto i guadagni.
La storia della Basilica
La Basilica della Sagrada Família, la cui costruzione iniziò nel 1882, è una delle peculiarità distintive dell’identità di Barcellona, riconosciuta in tutto il mondo e visitata da milioni di persone. L’idea di realizzare una chiesa di espiazione dedicata alla Sacra Famiglia nell’allora zona periferica di Eixample fu del libraio Josep Maria Bocabella, ispirato dal sacerdote Josep Manyanet i Vives (canonizzato il 16 maggio 2004), fondatore delle Congregazioni dei Figli e delle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia. Bocabella fondò l’Asociación de Devotos de San Josep e nel 1881, grazie alle donazioni, la stessa acquistò un terreno di 12.800 metri quadrati per la costruzione del luogo di culto. Il 19 marzo 1882, memoria liturgica di San Giuseppe, fu posata la prima pietra.
Il progetto venne inizialmente affidato a un altro architetto, Francesc de Paula Villar, per poi passare a Gaudí alla fine del 1883. Il nuovo progetto era molto più ambizioso di quello precedente: prevedeva la costruzione di tre facciate, dedicate rispettivamente alla Nascita, Crocifissione e Resurrezione di Gesù, sette navate e diciotto torri. Questo è senza dubbio il progetto più complesso e singolare tra tutti quelli che Gaudí ha intrapreso nel corso della propria carriera professionale e a cui ha dedicato 43 anni della sua vita.
La visione di Gaudì
La visione del massimo esponente del modernismo catalano si basa su due concetti portanti: la dottrina cristiana e l’osservazione della natura. Per Gaudí, la natura è chiaramente legata alla religione, in quanto opera di Dio. È per questo che molti degli spazi hanno forme organiche o si ispirano a elementi naturali, come la navata centrale e le relative colonne, che rappresentano una foresta rigogliosa popolata di alberi.
Anche la luce rappresenta un elemento fondamentale nella Basilica, poiché non serve solo a illuminare, ma pure a creare spazi ricchi di significato che esprimono pienamente il genio dell’artista. Uno dei migliori esempi è costituito dall’illuminazione dei diversi portali: in quello della Natività, ad esempio, la luce del sole arriva all’alba, simboleggiando la nascita; al contrario, il sole tramonta nel portale della Passione, a simboleggiare la morte. Infine, sulla facciata della Gloria il sole batte per tutta la giornata, illuminando completamente la navata e simboleggiando la resurrezione.
Le 18 torri
Le diciotto torri della Sagrada Família costituiscono uno degli elementi più caratteristici della grande opera di Gaudí e sono diventate autentiche icone della città di Barcellona. Dal punto di vista artistico e culturale, si suole parlare di quattro gruppi differenti: le torri degli Apostoli, le torri degli Evangelisti, la torre della Vergine Maria e la torre di Gesù Cristo. L’altezza delle torri dedicate ai dodici Apostoli è tra i 112 e i 98 metri, a seconda che siano posizionate nella parte centrale della composizione o ai lati delle facciate della Natività o della Passione. Le quattro che circondano la grande torre di Gesù Cristo, ciascuna alta 135 metri, sono erette in onore degli Evangelisti Marco, Luca, Matteo e Giovanni e, per questo, presentano simboli rappresentativi nella loro parte superiore: un leone, un bue, un angelo e un’aquila.
La costruzione in onore della Vergine Maria supera di tre metri quelle degli Evangelisti, raggiungendo un’altezza totale di 138 metri. Ciò che colpisce di più dell’opera è l’elemento che la corona: una stella a dodici punte che ogni notte si illumina con un’intensa luce bianca, visibile da chilometri di distanza. La torre di Gesù è la vera protagonista del progetto di Gaudí: 172,5 metri di pietra, che rendono l’edificio il più alto di Barcellona e la chiesa più alta del mondo. Gaudí scelse questa misura affinché la torre rimanesse mezzo metro al di sotto della cima della montagna di Montjuïc, poiché riteneva che l’opera dell’uomo non dovesse superare quella di Dio. Sulla sommità della torre di Gesù si trova una croce, larga circa 13 metri, realizzata in vetro e ceramica bianca smaltata.
La morte di Gaudì e i successori al progetto
Dopo la tragica morte di Antoni Gaudí, il 10 giugno 1926, tre giorni dopo essere stato investito da un tram mentre camminava lungo la Gran Via di Barcellona, il suo discepolo Domènec Sugrañes subentrò nella costruzione, fino al 1938. Durante la Guerra Civile spagnola ci fu un incendio nella cripta che colpì anche le scuole provvisorie e il laboratorio dove venivano conservati tutti i progetti e i modelli lasciati da Gaudí, affinché altri potessero terminare il loro lavoro. Hanno poi partecipato alla realizzazione dell’opera Isidre Puig Boada, Lluís Bonet i Garí, Francesc de Paula Cardoner Blanch, Jordi Bonet Armengol e Jordi Faulí Oller, che ricopre l’incarico dal 2012. Il 7 novembre 2010 Papa Benedetto XVI l’ha elevata al rango di Basilica







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