Le violenze? È colpa dei vandali! La strada comoda dei benpensanti

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di Riccardo Bellardini

In questi giorni mi chiedo spesso quali ragioni, quali moti dell’animo spingano costoro che si scandalizzano ferocemente per i vandali delle grandi proteste giovanili (e non solo giovanili). Le grandi adunate dapprima sviluppatesi in Francia, con il sergente Macron tuonante contro il tentativo di rovesciamento della Repubblica, poi diffusesi anche nel belpaese, principalmente a Milano, dove ormai la guerriglia ha preso la scena, offuscando la protesta. Ed il virus benpensante si fomenta, comincia a replicarsi. Coloro che ne sono fieramente affetti guardano questo ignominioso mondo con espressione assorta, addirittura in certi frangenti compiacente.

Camminano a piedi nudi tra i brandelli umani e le polverose macerie della fu civiltà, quella che nacque dagli orrori novecenteschi (che si diceva: non dovranno più ripetersi). Quelle macerie generate dagli uomini d’onore del politichese, della poesia ripetuta al telegiornale, la promessa sempre riformulata e sempre più affabulante. Costoro magari mangiano di gusto durante i loro pranzi e le loro cene ascoltando tali parole, conferendogli illimitata credibilità, non perché le sposino, magari son d’accordo con chi le contrasta con altra poesia più convincente, ma insomma essi adorano internamente il meccanismo delle vuote poesie, per loro è più accettabile dei danni arrecati dai teppisti nelle strade, infiltrati nei cortei pacifici. Una società che parla solo di spari e bombe, guerra e fuoco, droni intelligenti che più uccidono meglio più sono da sponsorizzare, è per essi una società linda e pulita rispetto a questi malvagi che bruciano tutto e assaltano i corpi di polizia. Una società che normalizza gli abomini a livello internazionale, invertendo i significati come avveniva in 1984 di Orwell è più cullante e meno sovversiva. Questo davvero loro basta, per sentirsi a posto? Sì vuol credere davvero che siam felici di fronte al saccheggio di una vetrina di un negozio di gente che lavora? No, siamo inorriditi.

Ma questo non ci fa perder di vista il senso generale di un moto energico dal basso. Di una voce che comincia a levarsi dalle bocche degli studenti, cittadini del futuro, e dai loro genitori pronti a sostenere le battaglie dei figli. Tale senso invece i benpensanti lo sotterrano sotto la spocchia dell’anti vandalismo. Guardino piuttosto alla loro italietta senza tumulti, alleata con dei criminali di guerra conclamati. Ai loro governanti che ripuliscono la loro indegnità ignorando le istanze del popolo e scagliandosi solo contro le frange violente.

S’indignassero per questa Unione Europea che aspetta solo la scusa buona per avviare una guerra nucleare ripudiando ogni diplomazia. S’indignassero per lo spregio della vita umana portato avanti dai rappresentanti istituzionali dell’Occidente, i quali, a parte lodevoli eccezioni, hanno completamente accantonato la decenza in nome di una retorica guerrafondaia senza precedenti. È per me una strada troppo comoda quella che porta alla squalifica di proteste pacifiche per le azioni violente di alcune frange delinquenziali, decisamente troppo comoda.

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