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Da tempo dico che quello che è stato il Covid lo conosceremo solo con la storia e non ci bastano i sei anni trascorsi. Tutti hanno dimenticato, tutti vogliono dimenticare un periodo tragico, in particolari i politici e gli amministrativi a cominciare da quelli posti sotto indagine seppur non rinviati a giudizio.
Tutti vogliono dimenticare a cominciare dai cittadini che hanno tutti dimenticato i report serali alle 18 con gli elenchi dei contagiati; dei mandati in rianimazione intubati; dei morti. Tutti hanno dimenticato il distanziamento; i banchi a rotelle; le mascherine mancanti; gli aperitivi di gruppo; le partite allo stadio; le virostar che occupavano tutti gli spazi possibili; i morti senza amore; i reparti di rianimazione costruiti in posti dove era impossibile ricoverare pazienti sbandierati come fori all’occhiello; i vaccini che hanno invaso il mondo; le terapie “a caso”; le ore di aria per correre o per portare il cane; lo sviluppo delle spese su Amazon; la spesa di gruppo distribuita a casa in particolare alle persone sole; il silenzio delle strade; la musica dai balconi; i medici e gli infermieri eroi ed i fannulloni; le scuole chiuse; i negozi, le aziende; ogni posto di aggregazione; i pass dei buoni distinti dai cattivi.
Sono sicuro: in questi gruppi di parole certamente ho dimenticato molto che la mente non vuole rivivere negli occhi, nel cuore e nelle parole espresse. Ma tutte insieme riecheggiano ancora, forse in lontananza, invece di rimanere vive in noi e riassunte in una definizione prettamente di salute per tutti: mancanza del piano pandemico. Non dimentichiamo mai le parole di Francesco Zambon: gestione caotica.
Nell’udienza di Roma del 12 maggio scorso dove alcuni funzionari del Ministero della Salute potevano essere rinviati a giudizio, quindi processati, il giudice ha deciso di chiudere il libro prescrivendo per decorrenza dei termini. Ovviamente i funzionari avrebbero potuto rinunciare alla prescrizione facendosi processare, certi dell’assoluzione pensando di aver agito sempre per il bene del cittadino. Se ne sono guardati bene. Inoltre il Ministero della Salute nemmeno si era costituito parte civile in modo da preservare il bene comune contro eventuali condannati a risarcire le loro inadempienze. Si vede che vedevano lungo o con occhiali speciali.
Cala un velo pietoso sulla “pratica” legale, in attesa delle motivazioni e di possibili ricorsi, e qualcuno dirà di non avere colpe ma colpe in realtà nessuno saprà mai se ci sono state. Certo è che il piano pandemico non c’era e non eravamo preparati ma secondo il giudice i funzionari, pur non avendo tutelato i cittadini, non sono responsabili perché era passato troppo tempo.
Ma la mia domanda viene spontanea: tutte le persone coinvolte nel mancato adeguamento del piano pandemico sono prescritte, ma non assolte, o anche proscritte? Il timore è che molte di esse si ripresenteranno ai vertici a “difendere” la salute dei cittadini. Questa sarebbe la vera condanna. Per noi.
L'articolo Le persone indagate per il Covid sono state tutte prescritte: le rivedremo ancora? proviene da Il Fatto Quotidiano.






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