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Sin da ragazzina, la principessa Diana sembrava avere nutrito una “passione” per il principe Andrea più che per il fratello maggiore, che poi sposerà. L’interesse per il principe del Galles, che aveva 12 anni più della giovane Spencer, sarebbe arrivato dopo. Secondo quanto scritto dalla giornalista Catherine Meyer nel libro “Divide & Rule: Royal Women and Their Battles” e dedicato alle donne della famiglia reale, una compagna di scuola di Lady D avrebbe rivelato che ogni anno, finché non ne ha compiuti 15 o 16, Diana, per San Valentino, era solita spedire un biglietto al fratello minore del re, noto già allora per la sua passione per le ragazze. “I biglietti erano anonimi” avrebbe confermato la fonte sentita dalla giornalista, che si è detta piuttosto “sorpresa” della scoperta. Questo non è l’unico aneddoto raccolto nel libro che cerca di spiegare come le uniche donne della famiglia reale, che sopravvivono al ruolo e al protocollo, sono quelle che trovano il modo per riconciliare sé stesse con quella forma di vita che la maggior parte di noi troverebbe impossibile.
La loro, infatti, diventa semplicemente una vita “impossibile”. L’autrice e giornalista, già nota per aver fondato il Women’s Equality Party, ha pubblicato “Divide & Rule”, dal titolo che evoca la frase attribuita storicamente a Giulio Cesare (Divide et Impera), per entrare dentro alle vite di otto donne, vittime e protagoniste della casa reale britannica. Da Anna Bolena, che ha pagato cara la sua ambizione di sposare Enrico VIII, alla figlia e indimenticata Elisabetta I, fino a Vittoria, Elisabetta II, Camilla, Kate e Meghan Markle.
Ritratti di potere e fragilità, di donne che hanno resistito alle regole, che le hanno scritte o che le hanno sapute interpretare nel modo giusto.
Elisabetta I ed Elisabetta II, secondo la Meyer, sarebbero le due sovrane che hanno ispirato l’attuale principessa del Galles, i due pilastri della corona dai quali imparare. Dalla Regina Vergine, un esempio è stato l’ossessione per la rappresentazione di sé fatta dal bianco sul viso per cancellare i segni dell’età, o dall’armatura militare indossata nel 1588 per incitare la marina a vincere la Grande Armada spagnola. Elisabetta non si è arresa ad un uomo, ben consapevole del fatto che il matrimonio le avrebbe tolto il trono ed il potere, per trasformarla “solo” in una madre. Da lei, Kate avrebbe colto l’importanza di controllare la prova immagine, mentre da Elisabetta II, dalla quale ha ottenuto il lasciapassare per entrare a far parte della famiglia reale impalmando un futuro re, Kate avrebbe imparato la lezione del saper essere un po’ “distaccata”. Così come si confà ad una “commoner” che entra nel palazzo dove la regola è: “never complain, never explain”.
Secondo la Meyer, Kate ha saputo interpretare il ruolo alla perfezione, imparando a dominare i suoi istinti, le sue emozioni, senza mai dare l’impressione di avere bisogno di dire una parola in più, di lasciare trasparire il suo sentire profondo. Attività, questa, nella quale si sono perfettamente distinte Lady D, prima di lei e Meghan Markle, subito dopo. Non servivano le parole alla Principessa del Popolo, che si lasciava immortalare con il broncio davanti al Taj Mahal in India, sola, pronta a recriminare il suo uomo senza dirlo a voce. Le interviste in cui parlare chiaro sono arrivate dopo, ma tra musi lunghi ed espressioni corrucciate, la tristezza e la solitudine vissute a palazzo erano ben note. Così come accaduto per la ex attrice arrivata dagli Stati Uniti convinta di poter controllare a gestire la sua immagine in stile Hollywood.
Diana, secondo la Meyer, è stata anche sfortunata, i suoi tentativi di fare funzionare le cose si sarebbero infranti contro le “diverse aspettative” sue e di Carlo. inconciliabili. Lui avrebbe ricevuto precisi consigli dallo zio, Lord Mountbatten: “Semina la tua avena selvatica prima di sistemarti e poi scegli una ragazza con un carattere dolce”. Possibilmente, avrebbe aggiunto, “senza esperienza nell’amore e nella vita”.
Diana calzava a pennello: 19 anni di ingenuità con il grande sogno del principe azzurro, mai realizzato e, se il corso della storia fosse stato diverso e si fosse imbattuta in Andrea Mountbatten-Windsor, oggi risulta difficile poter immaginare che sarebbe andata meglio.
L'articolo “Lady Diana aveva una passione ‘segreta’ per l’ex principe Andrea, non per Carlo. Gli mandava dei bigliettini anonimi a San Valentino”: la rivelazione choc di Catherine Meyer proviene da Il Fatto Quotidiano.




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