La Russa lancia Meloni al Colle: “Diventerà Capo dello Stato”. Schlein: “Il potere è la loro ossessione e la pessima legge elettorale serve a questo”

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Prima era stata la stessa premier a dichiarare che “un presidente della Repubblica di destra non è più un tabù“. Adesso a lanciare la corsa al Colle della leader di Fratelli d’Italia è la seconda carica dello Stato e collega di partito: “Secondo me” Giorgia Melonidiventerà presidente della Repubblica, magari la prossima volta e non questa”, ha dichiarato Ignazio La Russa rispondendo alle domande di Augusto Minzolini nella rassegna L’estate del Principe a Viareggio. “Sarebbe una grande fortuna per l’Italia, dopo Mattarella”, insiste il presidente del Senato. Dichiarazioni che provocano la reazione delle opposizioni. Elly Schlein parla di “grande ossessione della destra per il potere”. E mette in guardia: la “pessima legge elettorale” voluta dalle forze di governo, con “l’abnorme premio” di maggioranza, “permetterebbe a chi vince di scegliere il Presidente della Repubblica”. Ma l’intervento di La Russa provoca anche qualche malumore tra gli alleati: parlando di Forza Italia ha detto che non butterebbe “mai giù dalla torre” gli azzurri “a meno che” il partito fondato da Berlusconi “non decida di suicidarsi“, concludendo con un “a buon intenditore poche parole“. Frasi che hanno fatto storcere il naso ai forzisti.

Meloni al Colle “grande fortuna per l’Italia”

Il presidente del Senato ospite della rassegna di Viareggio, affronta diversi argomenti. Le sue frasi su Meloni al Colle, ovviamente, attirano molto l’attenzione. Sottolinea comunque che il suo “è un augurio e un riconoscimento delle sue capacità”. Meloni presidente della Repubblica, aggiunge, “per me sarebbe un bene, un grande bene perché donna, brava e perché partendo da posizioni di difficoltà, è riuscita”. Lui personalmente si tira fuori dalla corsa perchè, dice, la presidenza della Repubblica “non è una cosa che io potrei reggere“, anche perché definisce il ruolo del Capo dello Stato “un po’ ingessato, un po’ chiuso”. Per questo vede, invece, adatta Meloni a quella poltrona. “Non credo voglia farlo adesso”, ha ribadito, “ma non c’è nessuna ragione che possa suonare come allarme“. Prospettiva che, secondo La Russa, renderebbe felice “anche una fetta del centrosinistra“.

La replica dell’opposizione

Dal centrosinistra, in realtà, le reazioni sono tutt’altro che entusiaste. “Resta una grande ossessione della destra per una cosa sola, il potere. Prima di La Russa”, di Meloni al Colle “aveva parlato Meloni, chiarendo lo stesso obiettivo”, sottolinea la segretaria del Pd Elly Schlein a L’Aria che tira, su La 7. “Siccome hanno perso il referendum sulla giustizia – aggiunge – hanno deciso di abbandonare il premierato, ma stanno provando a realizzarlo attraverso verso questa pessima legge elettorale, che avrebbe un premio così abnorme che permetterebbe a chi vince di scegliere il Presidente della Repubblica”, conclude Schlein. Il leader di Avs e co-portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, la vede anche da un’altra prospettiva: l’ipotesi avanzata da La Russa è “un motivo in più per costruire una forte proposta programmatica e politica che dia la maggioranza ad un fronte democratico progressista ed ecologista”.

Legge elettorale e preferenze

E proprio il tema della legge elettorale è uno dei tanti affrontati dal presidente del Senato nel suo intervento: “Credo che la maggioranza debba riflettere sulla costituzionalità del ddl presentato senza le preferenze“, ha detto La Russa ricordando, in particolare agli alleati, che “Meloni ha detto che vuole difendere il diritto degli italiani di scegliere e quell’emendamento” presentato da Fdi ma bocciato alla Camera, “è una mediazione”. Le preferenze, ha osservato “sono come la democrazia, non sarà buona ma è il migliore sistema che abbiamo”, questa norma “è una norma di mediazione che vuole mettere insieme” anche “chi ha remore sulle preferenze” e “credo che anche a sinistra non dispiaccia troppo” e sono convinto che “se lo ripresenteranno è possibile che questa volta senza voto segreto si veda chi è favorevole e chi è contrario veramente“. Aggiungendo le preferenze al Senato, la riforma dovrebbe tornare alla Camera. Se a Montecitorio poi dovesse esserci nuovamente uno stop le cose si complicano: “Bocciare una legge non è come bocciare un emendamento”, avverte La Russa.

Forza Italia, la torre e il “suicidio”

Messaggi direttamente rivolti agli alleati, in particolare a Lega e Forza Italia, titubanti sul tema preferenze. Ma proprio sugli azzurri arrivano parole poco rassicuranti dell’esponente di Fdi: “Io non butterò mai giù dalla torre Forza Italia. Se dipendesse da me non la butterei mai giù, a meno che non decida di suicidarsi. A buon intenditore poche parole”, ha detto La Russa sottolineando comunque il valore, riconosciuto al partito di Berlusconi, di essere stato quello che ha fondato il centrodestra. A queste dichiarazioni replica Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia di Forza Italia: “Sulle parole di La Russa starei più cauto: in una coalizione non c’è nessuno che butta giù l’altro, non c’è chi sta sulla torre con il diritto di spingere sotto gli alleati. Tutti sono importanti e la coalizione si regge sulla capacità di ciascuno di contribuire”. Sisto sottolinea che Forza Italia “è un partito di principi solidi trasmessi da Berlusconi: garantismo, europeismo, atlantismo, moderazione e valori cristiani. Se qualcuno pensa di farci piegare questi principi ad una scelta sbagliata, il nostro Dna lo difenderemo fino in fondo”. Il viceministro assicura che il partito troverà “tutte le soluzioni possibili con pacatezza” e annuncia che “mercoledì ascolteremo i nostri parlamentari per assumere una decisione condivisa“.

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