La Pmi trevigiana che vuole cambiare il modo in cui beviamo l’acqua a casa

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Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Negli ultimi anni è cambiato il rapporto degli italiani con l’acqua che bevono: la crescente sensibilità ambientale, che spinge a ridurre l’uso delle bottiglie di plastica, il costo dell’acqua confezionata, la fatica di sollevare, trasportare e stoccare pesanti faldoni, fanno crescere l’interesse verso i sistemi per il trattamento dell’acqua domestica, comunemente chiamati depuratori, che permettono di utilizzare l’acqua di rete. Dispositivi che non si limitano a filtrare, ma possono erogare acqua liscia o gasata a temperatura personalizzata, arricchirla di sali minerali alcalini e, nelle soluzioni più evolute, addizionarla con integratore alimentare. È determinante, però, verificare la solidità del produttore a cui affidarsi e la sua capacità di garantire assistenza durante l’intero ciclo di vita del sistema.
Aquamed, oggi società per azioni, opera nel settore dal 2001, quando il trattamento dell’acqua domestica era ancora poco diffuso. Secondo Walter Lupi, ceo della società trevigiana, uno degli aspetti decisivi nella scelta del fornitore è la solidità dell’azienda: “La differenza non si vede il giorno dell’installazione, ma negli anni. Se chi ha fornito il dispositivo scompare dal mercato, il cliente rischia di ritrovarsi senza ricambi, filtri e assistenza: ecco perché è fondamentale valutare l’affidabilità dell’azienda a cui ci si rivolge”.
Ricerca e innovazione sono tra le caratteristiche distintive di Aquamed, che negli anni ha ampliato le funzioni dei propri sistemi andando oltre la depurazione dell’acqua. Tra le soluzioni rientrano i dispositivi che consentono di arricchire l’acqua con sali minerali e, in specifiche configurazioni, addirittura con acido ialuronico, portando direttamente nell’acqua un’abitudine sempre più diffusa: l’assunzione di integratori alimentari.
“L’intuizione è semplice”, dice Lupi. “Capita a tutti di dimenticarsi di prendere un integratore, ma è impossibile dimenticarsi di bere acqua”. Un’altra evoluzione è rappresentata dai dispositivi smart, con i quali è possibile, tramite smartphone, programmare gli orari di funzionamento, regolare la temperatura, verificare lo stato dei filtri e ridurre i consumi quando l’apparecchio non viene utilizzato.
Un’altra novità che Aquamed sta portando sul mercato riguarda il segmento business, con colonnine collegate direttamente alla rete idrica e installabili in uffici, aziende, associazioni e centri sportivi. Anche questa evoluzione, aggiunge Lupi, resta coerente con la visione che accompagna Aquamed fin dalle origini. “Il nostro futuro è vicino al nostro passato: continuiamo a investire nel benessere e nel rispetto dell’ambiente, sviluppando tecnologie capaci di rendere questi principi sempre più concreti”.

L’articolo La Pmi trevigiana che vuole cambiare il modo in cui beviamo l’acqua a casa è tratto da Forbes Italia.

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