La denuncia del regista Uwe Boll: “La Germania censura il mio film sul giustiziere anti-immigrati”

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Quis custodiet ipsos custodes? L’interrogativo di Giovenale, “chi sorveglia i sorveglianti?”, rimbalza in Germania, allorché l’action thriller Citizen Vigilante, ovvero “Cittadino giustiziere”, è stato bandito dalle sale tedesche. A dar retta al regista Uwe Boll, un tipino fino su cui ritorniamo, il divieto di distribuzione sanzionerebbe la violenza efferata e il messaggio anti-immigrati del film, che peraltro domani uscirà tranquillamente nelle sale statunitensi. “Il sistema di classificazione delle opere audiovisive in Germania si è rifiutato di assegnarci una valutazione, quindi Citizen Vigilante si potrà vedere solo importando un Blu-ray dall’Austria o dalla Svizzera“, ha dichiarato Boll al Daily Telegraph.

Il cineasta teutonico non si capacita della “deliberata censura” contro cui si è scornato: “Abbiamo presentato reclamo, ma abbiamo perso per sei voti a due”. Il motivo, asserisce Boll, è appunto che “il film incita alla violenza contro i migranti”. Ispirato al caso di cronaca di una quattordicenne stuprata e lasciata in fin di vita ad Amburgo nel 2016 da nove giovani, per lo più minorenni e di origine straniera, di cui otto assolti con la condizionale, Citizen Vigilante non va per il sottile: si parte con una madre accoltellata a morte da migranti sotto gli occhi del figlio, si prosegue con l’uomo comune Sanders, incarnato da Armie Hammer, che si fa giustiziere, mandando al creatore criminali, in massima parte extracomunitari, e funzionari corrotti. Boll, come si dice, ci marcia, stigmatizzando “quanto accaduto ad Amburgo, dove gli stupratori sono stati rilasciati senza alcuna punizione” e i media hanno appellato i responsabili “poveri colpevoli'”, e punta l’Europa, “dove la gente ha perso completamente il senso della realtà. C’è un’enorme differenza tra il cosiddetto ‘incitamento all’odio’ e pugnalare qualcuno al collo. Ma i fatti non contano più”. Boll ci fa, per attizzare la polemica, e ci è, rossobruno, e non disdegna l’escursione geopolitica: “Se metti in discussione qualcosa – come le centinaia di miliardi che vengono investiti in Ucraina – allora sei o un amico di Putin o un nazista, o entrambi”. Ma al Daily Telegraph, con risata a corredo, precisa: “Non sono un nazista!”.

Di certo, è un pessimo regista, artefice di titoli da far sanguinare gli occhi, quali House of the Dead e Postal, passando per BloodRayne: recipiente di recensioni lapidarie e persino ingiuriose, tra il 2006 e il 2009 a Vancouver ha invitato i critici detrattori a sfidarlo sul ring, dove l’esperienza pugilistica gli è valsa facili vittorie per KO. Non è bastato a ripulirgli la fedina cinematografica, e chissà se la distribuzione negata in Germania anziché all’odio etnico non si deva al vilipendio di Settima Arte.
L’influente Variety ha sparato ad alzo zero: “Boll, una figura imbarazzante nel panorama cinematografico sin dai primi anni 2000, ci offre qui un’opera di sfruttamento violenta, incoerente e moralmente corrotta. Citizen Vigilante è talmente brutto da far pensare che lo sceneggiatore, regista e produttore stia deliberatamente sabotando la sua star Armie Hammer, il cui atteso ritorno sulle scene non potrà che esserne compromesso”.

Già, in questo lazzaretto per immagini e suoni lo statunitense Hammer è l’illustre appestato: star di Chiamami col tuo nome (2017) di Guadagnino al fianco di Timothée Chalamet, nel 2021 ha affrontato diverse accuse di abusi sessuali, venendo tacciato addirittura di cannibalismo. Ostracizzato da Hollywood, reietto un po’ ovunque, ha trovato il bacio della morte di Boll: “Non è stato accusato di nulla, non c’è stata nessuna causa. Era solo un ragazzo famoso che si divertiva, sarebbe perfetto per James Bond”. Si va verso Citizen 007?

@fpontiggia1

L'articolo La denuncia del regista Uwe Boll: “La Germania censura il mio film sul giustiziere anti-immigrati” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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