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In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche crescenti, frammentazioni territoriali e un aumento globale dei conflitti armati, la sicurezza non è più un dettaglio secondario, ma il criterio principe nella scelta della meta delle proprie vacanze. A tracciare la rotta dei luoghi in cui poter esplorare le città, usare i mezzi pubblici e muoversi liberamente a qualsiasi ora del giorno e della notte è l’edizione 2026 del Global Peace Index (GPI). Lo studio, curato dall’Institute for Economics and Peace, analizza 163 territori indipendenti valutando parametri come il tasso di criminalità, la militarizzazione e la stabilità sociale. Registrando un calo globale della pace planetaria dello 0,7%, l’indice offre ai viaggiatori internazionali una bussola fondamentale. Oltre alla tradizionale — e immaginabile — stabilità della Svizzera neutrale, le prime posizioni riservano ascese silenziose e ritorni importanti.
L’Islanda intoccabile al vertice
Per il diciannovesimo anno consecutivo, l’Islanda domina incontrastata la vetta del mondo. Questa magnifica isola vulcanica nordica spicca per la totale assenza di un esercito permanente, indici di microcriminalità quasi inesistenti e una coesione sociale straordinaria basata sulla reciproca fiducia tra i cittadini. Per i viaggiatori, questo si traduce nella totale serenità nell’esplorare sia i vicoli della capitale Reykjavik sia le aree più remote per ammirare geyser, cascate, vulcani e ghiacciai.
Il Pacifico australe e il rigore di Tokyo
Al secondo posto, scalando una posizione rispetto allo scorso anno, si piazza la Nuova Zelanda. Il Paese dell’Oceania registra il punteggio più basso per le tensioni interne ed esterne dell’intera area Asia-Pacifico, attirando turisti in cerca di grandi spazi incontaminati, fiordi e ritmi di vita rilassati. La vera rinascita asiatica è però rappresentata dal Giappone, che riconquista un posto d’onore nella top 10 planetaria: il drastico abbattimento delle dispute interne sociali, unito al leggendario senso civico e all’organizzazione urbana meticolosa, garantisce metropoli perennemente sicure.
La certezza elvetica e la sorpresa slovena
A occupare il terzo gradino del podio è la Svizzera. Oltre al celebre status di neutralità, città come Zurigo, Ginevra e Berna garantiscono un’infrastruttura logistica impeccabile e tassi di criminalità minimi. Subito dietro l’efficienza elvetica si posiziona la Slovenia, vera rivelazione della classifica: salita di due posizioni fino al quarto posto assoluto, la nazione balcanica si sta affermando silenziosamente come rifugio ideale, attirando chi fugge dal turismo di massa verso oasi naturalistiche come il lago di Bled e centri storici intatti e sicuri. A chiudere la top five c’è l’Irlanda, terra che bilancia paesaggi rurali e coste spettacolari con una solidissima stabilità sociale e una rinomata ospitalità.
Le altre conferme e il calo dell’Italia
Subito fuori dalle prime cinque posizioni, la classifica dei paradisi sicuri prosegue con l’Austria, il Portogallo (meta prediletta degli expat internazionali), la città-Stato di Singapore (famosa per l’intransigenza sull’ordine pubblico) e la Finlandia. Per quanto riguarda l’Italia, il Paese scivola di due gradini, passando dal 33° al 35° posto globale. Dal punto di vista turistico, la Penisola continua a garantire una permanenza serena ai visitatori, ma l’indagine scientifica penalizza la flessione economica strutturale e l’alto debito pubblico, fattori che espongono la nazione agli choc geopolitici derivanti dalle tensioni internazionali. Restano invece in fondo alla graduatoria, come territori meno pacifici e sconsigliati, Russia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Ucraina e Israele.
La top 10
- Islanda
- Nuova Zelanda
- Svizzera
- Slovenia
- Irlanda
- Austria
- Portogallo
- Singapore
- Finlandia
- Giappone
L'articolo La classifica dei Paesi più sicuri al mondo dove viaggiare nel 2026: l’Islanda resta sul podio, male l’Italia in calo. Nella top 10 anche Austria e Irlanda proviene da Il Fatto Quotidiano.





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