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Settant’anni, una vita da ornitologo, Leo Schilperoord è stato identificato come il “paziente zero” dell’epidemia di hantavirus che si è diffusa a bordo della nave da crociera Mv Hondius, provocando la morte dello stesso uomo olandese, della moglie e di una cittadina tedesca. In totale, al momento, sono 9 i contagiati ma diversi altri casi sospetti si registrano tra i passeggeri dell’imbarcazione, evacuata definitivamente nelle scorse ore nel porto di Tenerife.
Come già emerso negli scorsi giorni, Schilperoord potrebbe aver contratto il virus durante un’escursione in una discarica, come accade non di rado agli appassionati di birdwatching. Insieme alla moglie avrebbe visitato quella di Ushuaia, città nel sud dell’Argentina. In quel luogo avrebbe contratto il ceppo andino del virus, l’unico hantavirus noto per trasmettersi da uomo a uomo. Il virus si diffonde attraverso l’inalazione di particelle aerosolizzate provenienti da escrementi e urina di roditori.
Originari del paesino olandese di Haulerwijk, Schilperoord e sua moglie, Mirjam, anche lei deceduta, era in viaggio in Sud America da diverso tempo e avevano visitato Cile, Uruguay e Argentina. Appassionati di ornitologia, aveva anche pubblicato uno studio, nel corso degli Anni ottanta, su una rivista specializzata dei Paesi Bassi. Proprio quella passione li aveva portati nella discarica di Ushuaia lo scorso 27 marzo, probabilmente per avvistare il caracara gola bianca, un rapace conosciuto anche come il caracara di Darwin in onore del celebre biologo evoluzionista.
L'articolo L’ornitologo Leo Schilperoord: chi era il “paziente zero” dell’hantavirus proviene da Il Fatto Quotidiano.





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