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Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore in questi tempi cupi del cazzo con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, eccovi serviti.
Un poetucolo petulante e presuntuoso era riuscito, dopo molte insistenze, a far leggere i suoi ultimi componimenti a Eugenio Montale. “Non valgono granché”, disse Montale dopo una rapida scorsa, “ma devo darle atto che ci sono dei versi che né Baudelaire né Leopardi avrebbero potuto scrivere”. “Quali?” chiese vibrando l’altro. “Quelli dedicati alla radio”.
Giorgio Albertazzi ricevette la lettera violentissima di un marito che gli diceva, tra le altre cose: “So che avete avuto un’avventura con mia moglie. Vi prego di smetterla, altrimenti ecc. ecc.”. Albertazzi rispose: “Egregio signore, ho ricevuto la vostra lettera ecc. ecc.”.
Quando negli anni ’60 cominciò a andare di moda il nudismo, colonie di nudisti presero ad affollare le spiagge di diverse località balneari e l’opinione pubblica si divise. Ci fu chi, come Giorgio Manganelli, notò che i nudisti abituavano l’occhio alle cose che fino a quel momento si erano pudicamente tenute nascoste, sicché la morale, essendosi così soppressa ogni concupiscenza, ci guadagnava. Contrario, invece, Ignazio Silone, che diede del nudismo questa definizione: “Un corpo nudo: fascino. Due: equilibrio. Tre: grazia. Parecchi: macelleria”.
In un caffè di piazza Navona Gina Lollobrigida si lamentava con un’amica della propria decadenza fisica. Con malgarbo, dal tavolino accanto un giovanotto che non l’aveva riconosciuta commentò: “Eh, signora, non si può essere, ed essere stata”. E la Lollo: “Sì, invece. Si può essere stato un maleducato e continuare a esserlo”.
Tutto è relativo. Marco Aurelio: “Avrei voluto essere un usignolo e invece non sono che un semplice imperatore”.
A 90 anni suonati Ernesto Calindri faceva ancora tournée di grande successo. Una sera dopo lo spettacolo cenava in un noto ristorante di Cremona quando un cameriere sbadato gli versò della mostarda sul vestito nuovo. “E’ un vestito molto costoso!”, disse flemmatico Calindri. E il cameriere, serafico: “Anche la nostra mostarda lo è”.
Una domenica, dal pulpito della basilica di Santa Maria in Aracoeli, il celebre predicatore Padre Agostino da Montefeltro aveva appena detto “Noi siamo tutti mortali…” quando vide Vittorio Emanuele III che, nel palco reale, faceva una faccia contrariata. Si corresse subito: ” … o quasi tutti.”
Alla caduta del fascismo, qualcuno uccise un pappagallo dello zoo di Roma che era stato addestrato a gridare “Viva il duce”. “Peccato” commentò Ettore Scola nella redazione del Marc’Aurelio. “Potevano insegnargli un nuovo slogan adatto ai tempi. Lo avrebbe di sicuro imparato in pochi giorni, come hanno fatto molti italiani”.
Una volta uno scocciatore in treno cercò di attaccar bottone con Andreotti parlando della legge elettorale. Andreotti lo fermò subito: “Guardi, ho 80 anni e non mi sono mai interessato di politica”.
L'articolo L’opinione di Manganelli e di Silone sui nudisti, quella di Andreotti sulla legge elettorale proviene da Il Fatto Quotidiano.




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