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Solo un terzo del cherosene per aerei arrivato dal Golfo Persico rispetto a quello importato il mese precedente. E se lo stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro maggio, le aviolinee rischierebbero grosse difficoltà in estate, con la possibile cancellazione di centinaia di voli ogni giorno. Per provare a coprire e ridurre l’emergenza, intanto, gli Stati Uniti stanno al momento fornendo flussi record, evitando il collasso del settore dell’aviazione. Ma le forniture americane riescono a sostituire solo in piccola parte la quantità persa per la guerra in Medio Oriente.
A riportarlo è il Corriere, a cui tre esperti dicono che già da giugno alcuni aeroporti potrebbero optare per i razionamenti nei rifornimenti per alcune settimane. Motivo per cui a Bruxelles si sta pensando a una serie di piani per affrontare la carenza di cherosene. Si cercherà di massimizzare la produzione delle raffinerie da una parte, valutare misure specifiche per la fornitura dall’altro.
Qualche giorno fa Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), aveva spiegato all’Associated Press: “L’Europa ha forse circa sei settimane di carburante per jet rimaste“. Per poi concludere: “Posso dirvi che presto sentiremo notizie secondo cui alcuni voli dalla città A alla città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per jet”, avvisa il direttore dell’Aie.
E addirittura il 40% dell’import di aprile ha origine statunitense. Un dato non comune, visto che la quota media del jet fuel americano sul totale importato negli ultimi due anni è stata soltanto del 3%. Senza l’apporto “eccezionale” degli Stati Uniti, le importazioni di jet fuel scenderebbero fino a circa 245mila barili al giorno, con forniture integrative provenienti da Paesi come Nigeria e Cina. Una dinamica che, come evidenzia l’Aie nel suo ultimo Oil Market Report, espone l’Europa al rischio di carenze nei mesi a venire.
L’associazione degli aeroporti Aci Europe ha avvertito la Commissione europea: le carenze di carburante potrebbero diventare realtà nel giro di appena tre settimane. Alcuni Paesi hanno soltanto 8-10 giorni di scorte di jet fuel. Le società che hanno in gestione il cherosene per l’aviazione non sempre hanno scorte a lungo termine e molti aeroporti hanno riserve limitatissime, al massimo 3-5 giorni: “I nostri fornitori di carburante per jet stanno modificando gli orizzonti temporali delle previsioni e non sono più propensi a fornire stime che vadano oltre un mese”, ha dichiarato a Reuters Grazia Vittadini, chief technology officer del gruppo Lufthansa. E c’è già chi prende i primi provvedimenti: il gruppo Lufthansa ha deciso di tenere a terra 27 aerei. A fine ottobre – terminata la stagione estiva – quattro Airbus saranno ritirati.
L'articolo “L’Europa ha carburante per gli aerei forse per sei settimane”: l’allarme dell’Aie. Flussi record dagli Usa, ma non basterà proviene da Il Fatto Quotidiano.




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