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Dopo la vittoria in tribunale sull’Asl Napoli 1 Centro di tre mesi fa, Christian Durso, 35enne di Capri con atrofia muscolare spinale, è ancora senza la carrozzina idonea per le sue condizioni di grave disabilità motoria e prescritta dagli specialisti. La sua vicenda rischia di prolungarsi senza una reale soluzione tempestiva. L’azienda sanitaria locale non ha provveduto a fornirgli l’ausilio adeguato per potergli garantire una qualità di esistenza dignitosa, non dando attuazione alla sentenza del un giudice. E, oltretutto, il 9 ottobre ha pure deciso di impugnare la decisione del Tribunale di Napoli condannando così, a sua volta, Christian a un’ulteriore attesa. Nei fatti, Durso viene privato di uno strumento indispensabile per la sua vita quotidiana.
Contattato da ilfattoquotidiano.it, l’attivista napoletano per i diritti delle persone con disabilità, sostenuto nella sua battaglia legale dall’Associazione Luca Coscioni, denuncia: “Da un lato c’è la giustizia che ha riconosciuto i miei diritti e sentenziato che debba essermi fornita, interamente a carico del servizio sanitario pubblico, la carrozzina elettronica allestita e predisposta ad hoc per le mie peculiari esigenze. Dall’altro c’è il potere e l’inerzia dell’Asl che è comunque enorme, che prende tempo e porta il mio caso in appello. Sono amareggiato perché invece di aiutare, in questo modo si va contro una persona con disabilità”.
La carrozzina elettronica che Durso utilizzava da circa sei anni era ormai fuori produzione e non più riparabile per mancanza di pezzi di ricambio. “Per questo avevo bisogno di un nuovo modello, dotato di funzioni specifiche, tra cui la verticalizzazione e la regolazione della posizione del corpo” spiega. Va precisato che il modello idoneo alle sue condizioni rientra tra i dispositivi extra Lea, cioè quei dispositivi non inclusi nell’elenco standard fornito di base dal Ssn. “Le mie necessità quotidiane non possono aspettare i tempi della burocrazia”, attacca. “Chiedo quindi al presidente di Regione Campania Roberto Fico di intervenire affinché la sentenza venga rispettata. L’Asl potrà proseguire con l’appello e far valere le proprie ragioni, ma non può continuare a negare la carrozzina di cui ho bisogno e che il giudice ha riconosciuto il mio diritto a ottenere”. Per essere realmente utile e offrire maggiore autonomia, la carrozzina per Durso deve soddisfare precise specifiche tecniche, tra cui ad esempio il basculamento elettronico, la reclinazione fino a 180°, elevazione e verticalizzazione in tre fasi, altezza minima da terra.
Il 10 marzo 2025, l’Asl Napoli 1 Centro aveva autorizzato un contributo limitato alla cifra di 13.381,68 euro, a fronte di un costo di 23.215 euro più Iva per la carrozzina prescritta dagli specialisti. Christian – assistito legalmente tramite un ricorso formale avanzato dall’avvocato e consigliere generale della Coscioni Alessandro Bardini – ha contestato che l’importo autorizzato fosse sufficiente a garantire un dispositivo realmente adeguato alle sue necessità. Il 31 luglio 2026 è stata resa pubblica la decisione del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto il diritto del ragazzo a ottenere la carrozzina elettronica verticalizzante prescritta da professionisti specializzati nel settore. Il giudice ha condannato l’Asl a sostenere l’intero costo del dispositivo e le spese di giudizio. La decisione ha evidenziato l’importanza di garantire un ausilio effettivamente adeguato alle esigenze della persona, e non semplicemente un dispositivo standard previsto dal tariffario sanitario.
Oltre al danno la beffa. Nell’atto di appello, infatti, la Asl sostiene che l’erogazione del dispositivo configurerebbe un danno erariale. “La realtà, tuttavia, è l’esatto opposto – dice Bardini a ilfattoquotidiano.it –. Fornire una carrozzina inadeguata significa sprecare risorse per un ausilio inutilizzabile e lasciare Christian su un presidio non idoneo che ne compromette la salute, generando la necessità di maggiore assistenza e ulteriori spese mediche e assistenziali. La posizione della Asl non solo priva Christian della sua autonomia, ma finisce per aggravare i costi per le casse pubbliche”, evidenzia l’avvocato.
La vicenda di Durso riguarda molto più della fornitura di una carrozzina. Solleva una questione concreta, come il diritto di una persona con grave disabilità motoria non autosufficiente a ricevere un ausilio che le permetta davvero di vivere con autonomia e dignità. Questa storia mette in evidenza inoltre un aspetto fondamentale: la necessità che le decisioni giudiziarie a tutela dei diritti trovino concreta attuazione tempestivamente. “La scelta di un ausilio richiede di valutare con rigore le condizioni cliniche, le capacità residue, l’ambiente di vita e l’autonomia di ogni singola persona”, afferma Rocco Berardo, avvocato e coordinatore delle iniziative dell’Associazione sui diritti delle persone con disabilità. “Chiediamo al Presidente Fico di prendere una posizione su questa vicenda, fiduciosi in un suo intervento diretto dal momento che ha fatto del tema dei diritti una componente importante delle ragioni della sua candidatura ed elezione a presidente della regione Campania”, conclude Berardo.
L'articolo L’Asl di Napoli non gli fornisce la carrozzina nonostante la sentenza del tribunale. E ricorre anche in appello. “Il governatore Fico intervenga” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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