Jd Vance infiamma la convention di Dallas: “I dem sono il partito dell’odio. Sono dei folli che distruggeranno la vostra famiglia”

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Assale i democratici e li definisce “il partito dell’odio”, carica i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato e infiamma la convention di Dallas, facendo leva sui suoi figli per presentare la sua visione del futuro. L’intervento del vicepresidente Usa JD Vance ha tenuto testa al comizio-show di Donald Trump della sera precedente e consolidato il 42enne dell’Ohio come principale erede politico del tycoon, nonché favorito per la nomination repubblicana alla Casa Bianca nel 2028. Accolto al suo ingresso sul palco dell’American Airlines Center dai cori “JD! JD!”, durante il discorso Vance è stato interrotto dalla platea che scandiva “48”, riferimento alla possibilità che diventi il 48esimo presidente degli Stati Uniti. Sorridendo, il vicepresidente ha però rimandato ogni discorso sul futuro: “Dobbiamo occuparci delle cose da fare questo novembre. Poi penseremo a quello che verrà dopo”.

Senza parlare direttamente della guerra in Iran e senza alcun riferimento al ‘dividendo Trump‘ da 5mila dollari in caso di vittoria dei repubblicani alle midterm, Vance si presenta sul palco sicuro di se. “È bello sentire gridare il proprio nome”, ha ammesso con un grande sorriso. Poi ha lanciato un attacco frontale ai democratici. “Sono il partito che disprezza l’America e che ha simpatia per i terroristi che hanno perpetrato l’11 settembre. Non dimentichiamoci mai l’America appartiene a chi la ama”, ha tuonato. “Non chiedo a nessuno di concordare con me su ogni singola politica dell’amministrazione. Vi chiedo si seguire l’esempio di Charlie Kirk: non buttate via il bambino con l’acqua sporca. Ciò che vi chiedo è di riconoscere il contrasto con i radicali e di riconoscere i risultati ottenuti negli ultimi 18 mesi”, ha aggiunto chiedendo agli americani di non consegnare il paese a un “gruppo di folli” che lo distruggeranno, così come distruggeranno al “vostra famiglia”. “Quello che voglio per la mia famiglia, lo voglio per la vostra perché il mio lavoro è battermi per tutti”, ha spiegato illustrando la sua visione per il futuro. “Voglio che le aziende americane abbiano lavoratori americani che costruiscano la prossima generazione di grandi prodotti americani. Vogliono che i miei figli si innamorino e che si possano permettere una casa dove crescere i loro figli“, ha detto fra gli applausi prima di passare la parola a DonaldTrump. E ancora: a chi lo ascoltava ha detto di non “consegnare il Paese a un branco di pazzi (i democratici, ndr) solo perché non siete d’accordo con noi su una questione politica qua e là”.

Il presidente lo ha lodato e ha lodato i presenti all’American Airlines Center, “tutto esaurito anche questa sera”. “Due anni fa sono stato eletto per salvare l’America e ho mantenuto tutte le promesse. Ho preso il momento buio dell’America e l’ho trasformato in una età dell’oro”, ha ricordato Trump mettendo in guardia su un una vittoria dei democratici. “Vi confischeranno la ricchezza, vi triplicheranno le tasse e mutileranno i vostri figli. Con me avrete un dividendo da 5.000 dollari”. Mettendo in evidenza l’importanza delle midterm, il presidente ha chiesto “un favore, il favore piu grande: andate a votare, fate finta che sia io a correre e il mio nome sia sulla scheda”. Poi si è spinto fino a chiedere ai presenti un giuramento di fedeltà a se stesso. “Alzate la mano e ripetete con me: prometto al più grande presidente della storia degli Stati Uniti che ci ama così tanto che e andrò a votare. Giuriamo che il 3 novembre andremo a votare“, ha detto mentre il pubblico ripeteva le sue parole. “Sapete cosa succede se non andate a votare? Andrete all’inferno”, ha scherzato. Trump ha quindi chiuso la prima convention repubblicana per le midterm assicurando che renderà “l’America di nuovo grande”. Sulle note dell’inno nazionale intonato da Christopher Macchio centinaia di palloncini sono scesi sul pubblico, segnando la chiusura della kermesse tanto voluta da Trump ma i cui effetti sulle elezioni non sono chiari.

La serata ha offerto a Vance l’occasione ideale per guadagnare terreno sul più accreditato rivale per il 2028, Marco Rubio, assente perché impegnato in una missione in America Latina, da dove ha dichiarato di non avere “al momento” intenzione di candidarsi alla Casa Bianca. Trump, dopo il discorso fiume di quasi due ore della prima serata, si è invece limitato a un intervento conclusivo di circa 25 minuti, lasciando di fatto i riflettori a Vance. E il presidente, che secondo il Washington Post avrebbe già confidato privatamente ad alcuni finanziatori di voler vedere il suo vice eletto nel 2028, al termine del discorso ne ha elogiato la performance davanti alla platea: “Che lavoro ha fatto”. Ma prima della corsa alla Casa Bianca c’è un obiettivo ben più urgente per il Gop: superare lo scoglio delle elezioni di midterm di novembre, tradizionalmente ostiche per il partito del presidente in carica. Vance ha sfruttato il palco per parlare sia alla base Maga sia a quella parte del movimento che negli ultimi mesi ha mostrato insofferenza verso alcune scelte dell’amministrazione, a partire dalla guerra con l’Iran.

Tra gli ‘highlights’ della serata, lo scontro con un contestatore che agitava una bandiera messicana. “Amico mio, se ami così tanto il Messico, vattene laggiù. Ti compro io il biglietto aereo”, ha replicato Vance mentre l’uomo veniva allontanato. La risposta ha entusiasmato la platea e rafforzato tra molti delegati la sensazione di aver visto sul palco non soltanto un possibile successore di Trump, ma un candidato già pronto a raccoglierne l’eredità. Una sfida non semplice, soprattutto per un partito che, come lo stesso Trump ha ripetuto alla convention, tende a ottenere i risultati migliori quando è lui in prima persona a comparire sulla scheda elettorale. I numeri, del resto, indicavano Vance come favorito già prima della convention. Nella media dei sondaggi sulle possibili primarie repubblicane del 2028 citata da The Hill, il vicepresidente è nettamente in testa con circa il 40%, davanti a Rubio al 22% e Donald Trump Jr. al 9%. Vance ha inoltre vinto lo straw poll della Cpac di quest’anno. La corsa alla successione è ancora lontana e il vicepresidente continua a rinviare qualsiasi decisione a dopo i midterm, ma da Dallas arriva un segnale difficilmente equivocabile: una parte consistente della base repubblicana ha già cominciato a guardare al dopo-Trump.

L'articolo Jd Vance infiamma la convention di Dallas: “I dem sono il partito dell’odio. Sono dei folli che distruggeranno la vostra famiglia” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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