Israele ostacola gli approvvigionamenti dei Caschi Blu in Libano: “Così è a rischio la missione di pace”

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La missione di pace in Libano Unifil rimane nel mirino di Israele. Mentre le Forze di difesa israeliane continuano la loro invasione militare del Paese dei Cedri, le autorità di Tel Aviv, che in più occasioni hanno colpito i Caschi Blu della missione a guida italiana, adesso cercano di rendere ancora più complicata la loro permanenza come forza di interposizione. I peacekeeper e il personale essenziale hanno infatti subito la revoca di alcune delle loro autorizzazioni e sono stati sottoposti a blocchi stradali da parte delle Idf, rallentando la consegna di forniture critiche, come cibo, carburante e acqua, lungo la Blue Line.

Difficoltà che, fino a oggi, sono state affrontate in qualche modo ma che col passare del tempo sono sempre meno gestibili da parte del personale. Soprattutto, la mancanza di approvvigionamento rischia di compromettere il sostegno alle operazioni, inclusa la capacità dei peacekeeper di svolgere il mandato di segnalazione delle violazioni compiute dalle parti coinvolte.

Per dare un’idea della situazione attuale, Unifil nella sua denuncia cita un episodio accaduto martedì 14 aprile: “Un convoglio di routine che trasportava peacekeeper militari e civili da Beirut al quartier generale di Unifil è stato fermato da personale delle Forze di difesa israeliane a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura – raccontano – I veicoli contrassegnati dalle Nazioni Unite sono stati successivamente autorizzati a proseguire. Tuttavia, ai contraenti locali è stato imposto di rientrare a Beirut secondo specifiche disposizioni di sicurezza, nonostante il convoglio fosse stato interamente” controllato e bonificato “in anticipo, inclusa la loro presenza”.

L'articolo Israele ostacola gli approvvigionamenti dei Caschi Blu in Libano: “Così è a rischio la missione di pace” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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