ARTICLE AD BOX
A meno di 24 ore dall’inizio delle consultazioni, in Israele i giochi sono ancora aperti. Si incrociano messaggi, veti, contatti e mani tese, ma i conti non tornano e al momento nessuno dei due schieramenti principali ha i numeri per formare un governo dopo le elezioni del 27 ottobre. Oggi Benjamin Netanyahu ha ottenuto la conferma del sostegno di Sionismo Religioso, Otzma Yehudit, e Shas. Tutti i partiti della sua coalizione, quindi, domani faranno il suo nome al presidente Herzog. Tutti eccetto uno: Ebraismo della Torah unito. La coalizione ultraortodossa ancora non si è espressa e in queste ore è contesa sia da Netanyahu, sia dall’opposizione guidata da Gadi Eisenkot. Il Blocco del cambiamento anti-Bibi punta a strapparlo dal campo dell’attuale premier e guadagnare così 7 seggi. Non basterebbero per arrivare a 61 ma sarebbe comunque un risultato importante.
A spingere verso questa opzione è l’ultranazionalista Avigdor Liberman, leader di Yisrael Beytenu in coalizione con Eisenkot. Nei giorni scorsi ha escluso sia la possibilità di un accordo con Netanyahu, sia con le due realtà politiche dei palestinesi-israeliani, ma non con i partiti degli haredim. È Lieberman, che oggi ha partecipato alla riunione con tutti gli altri leader del blocco dell’opposizione, l’osso più duro dello schieramento, colui che con i suoi no sta restringendo il campo delle opzioni disponibili per formare l’esecutivo. “Dobbiamo impedire che si tengano nuove elezioni. Nell’attuale situazione politica esistono sufficienti margini di manovra e, con una gestione adeguata, è possibile formare rapidamente un governo operativo e stabile senza Ràam e la Lista Comune” ha detto.
Ebraismo della Torah unito è uno delle due realtà politiche ultraortodosse che negli ultimi anni hanno sostenuto i governi Netanyahu. È un’alleanza che ha come riferimento gli haredi ashkenaziti di origine europea e ha guadagnato 7 seggi. L’altro è Shas, sigla che sta per Guardiani sefarditi, e rappresenta gli ebrei di origine mediorientale, spagnola e nordafricana. Fondato nel 1984 dal rabbino Ovadia Yosef, Shas alle ultime elezioni ha ottenuto 6 seggi. L’elettorato di riferimento di entrambi è la comunità ebrea ultraortodossa di Israele, composta da 1 milione e mezzo di persone, ossia circa il 15% dell’intera popolazione. Una comunità molto chiusa, concentrata in alcuni quartieri come Mea Shearim a Gerusalemme e Bnei Brak a Tel Aviv, che basa la propria quotidianità sullo studio della Torah. È composta da famiglie numerose, con una media di 6 figli per nucleo: il tasso di natalità è tra i più alti al mondo. Molte vivono di sussidi statali, in stato di semipovertà, e senza lavorare (in particolare gli uomini).
Le rivendicazioni politiche sono abbastanza simili e accomunate da una priorità: l’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle scuole religiose, le yeshive. È da decenni la richiesta principale che gli haredim fanno alla politica, condizione imprescindibile per appoggiare qualsiasi esecutivo. Due anni fa però la Corte suprema ha segnato una svolta e dichiarato l’esenzione anticostituzionale. La decisione ha scatenato la rabbia degli ultraortodossi. che più volte hanno organizzato manifestazioni e blocchi stradali contro il governo e la leva obbligatoria. Dopo la sentenza, i due partiti sono usciti dalla coalizione come forma di protesta, ma hanno comunque continuato ad appoggiare il governo Netanyahu.
Resta da vedere quindi come si muoverà ora il partito nel pieno di queste manovre per il nuovo esecutivo. Non a caso oggi è intervenuto anche Netanyahu, segnale di quanto sia conteso l’appoggio degli ultraortodossi in questo momento. “Da quattro anni assistiamo a un attacco senza freni contro gli haredim (ultraortodossi), da mattina a sera, da parte dei media e del blocco della sinistra” ha scritto in una nota. Il premier uscente ha poi ricordato le battaglie portate avanti in questi anni da alcuni esponenti dell’opposizione, compreso Lieberman, contro l’esenzione dal servizio militare. “Ora assistiamo a una palese ipocrisia: improvvisamente non si tratta più della “legge della diserzione dall’esercito”, ma di una “legge morbida per l’arruolamento” improvvisamente non sono più “parassiti”, “disertori”, “distruttori dello Stato”, ma viene loro data carta bianca, tutto per la sete di potere della sinistra, violando al contempo tutti gli impegni presi da loro in campagna elettorale. Gli unici che hanno agito e agiranno per regolamentare lo status degli studenti della Torah, perché chiunque sia impegnato negli studi possa continuare a farlo secondo la legge, sono il Likud e il blocco della destra. Ci impegneremo a portare a termine questo importante compito”, ha aggiunto.
Secondo il Jerusalem post, Ebraismo della Torah unito potrebbe optare per non raccomandare né Netanyahu, né Eisenkot, riservandosi così “un maggior margine di manovra per i successivi negoziati”. Di sicuro, per ottenere il suoconsenso, Eisenkot dovrebbe offrire alcune garanzie, rendendo più morbide alcune sue posizioni del passato. “Fonti politiche ritengono che potrebbe offrire condizioni vantaggiose per l’arruolamento militare degli studenti delle yeshiva, insieme a stanziamenti di bilancio e accordi su questioni per loro importanti, con lo scopo di convincerli ad aderire alla coalizione”. La strada però è tutt’altro che in discesa.
L'articolo Israele, chi sono i partiti degli ultraortodossi contesi da Netanyahu e dall’opposizione di Eisenkot proviene da Il Fatto Quotidiano.






English (US) ·