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Va in visita alle detenute palestinesi nel carcere di Damon, nel nord di Israele, che lamentano la carenza di assistenza medica e di servizi di base: in tre giorni, spiega una di loro, dietro le sbarre non hanno nemmeno potuto cambiarsi la biancheria intima e in carcere non c’è nessuna privacy. Ma il ministro della Sicurezza israeliano e membro dell’estrema destra nazionalista, Itamar Ben Gvir, reagisce deridendole, dicendo loro che “sono finiti i campi estivi” e di essere “orgoglioso di aver ridotto al minimo le condizioni carcerarie”. Un video che il ministro pubblica su X accompagnandolo con un breve testo: “Non funziona su di me il “pianto” delle terroriste sulle condizioni nelle carceri – scrive – per i nostri ostaggi (riferendosi agli israeliani tenuti prigionieri da Hamas dopo il 7 ottobre) non c’erano proprio condizioni, continuerò a guidare una politica del minimo del minimo!”.
Ma oltre alla derisione delle detenute palestinesi, Ben Gvir si spinge oltre, con una visita provocatoria nel complesso della moschea di Al-Aqsa, terzo luogo sacro all’Islam e considerato un luogo di culto esclusivamente musulmano. Si è detto ”molto emozionato di essere qui” e, accompagnato da diversi rabbini e da Forze della difesa israeliana (Idf), ha parlato di cambiare lo status quo del sito religioso. “Abbiamo bisogno di rituali di purificazione e abbiamo bisogno di costruire un Tempio. Non manca ancora molto tempo e lo avremo”, ha dichiarato il ministro di estrema destra. Il governatorato di Gerusalemme ha condannato l’irruzione di Ben-Gvir, spiegando che il ministro aveva anche permesso a gruppi di coloni israeliani di entrare nel complesso della moschea attraverso la Porta di Mughrabi. Come riporta l’agenzia di stampa Wafa, decine di coloni hanno effettuato visite e compiuto rituali talmudici, mentre imponenti misure di sicurezza erano state dispiegate intorno alla Città Vecchia e alle porte della moschea.
Il governatorato di Gerusalemme ha condannato la visita di Ben-Gvir ad Al-Aqsa e i rituali talmudici che ha compiuto, considerandola una pericolosa escalation e una flagrante violazione dello status quo storico e giuridico del sito, nonché un tentativo di imporre nuove realtà e di alterarne l’identità islamica. Il governatorato ha poi invitato la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità in merito alla situazione a Gerusalemme e presso la moschea di Al-Aqsa, e ad adottare misure urgenti per porre fine alle crescenti violazioni israeliane e preservare lo status quo del sito.
L'articolo Israele, Ben Gvir alle detenute palestinesi: “Il campo estivo è finito”. Poi la visita provocatoria ad Al-Aqsa, luogo sacro dell’Islam proviene da Il Fatto Quotidiano.




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