"Io, Virginia e gli altri fantasmi": in libreria l'esordio di Benedetta Miarelli

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AGI - Arriva sugli scaffali "Io, Virginia e altri fantasmi" (SEM), esordio narrativo della giovane divulgatrice culturale e content creator Benedetta Miarelli, che dal 2022 a oggi ha costruito una community di circa 200.000 iscritti trattando di letteratura, storia e filologia su TikTok, Instagram e YouTube. A metà tra narrativa e divulgazione, il suo lavoro è costruito attraverso una successione di brevi racconti che esplorano il burnout dei ventenni di fronte agli insostenibili ritmi performativi di oggi, contrapponendoli all’insegnamento senza tempo di classici come Seneca, Dante e Boccaccio e all’eredità ideale di autori più recenti come Virginia Woolf, Jane Austen, il Luciano Bianciardi de "La vita agra" e Don De Lillo.

I "fantasmi" di Flavia, e la Alison Poole di Jay McInerney

Accanto ai passaggi legati ai ‘fantasmi’ letterari dell’autrice (o meglio, del suo alter ego Flavia) compaiono capitoli dedicati alla madre, al padre, al nonno e all’amore romantico, intervallati da episodi di vita vissuta.  L’aspetto più interessante di questo testo riguarda la sua capacità di aprire una finestra su una generazione, creando al contempo, grazie al sostanziale uso del medesimo schema narrativo, un ideale ponte invisibile con la memoria di un altro romanzo generazionale centrato su una giovane donna.  

Dato alle stampe nella seconda metà degli anni Ottanta da Jay McInerney, ‘Tanto per cambiare’ era il torrenziale monologo della newyorkese Alison Poole, un personaggio talmente riuscito che Bret Easton Ellis lo ‘rubò’ per farlo ricomparire sia in ‘American Psycho’ che in ‘Glamorama’. Entrambe raccontate in prima persona, Alison e Flavia sono vicine sotto vari aspetti: stanno affrontando gli anni decisivi della loro maturazione in metropoli frenetiche e luminose (New York e Milano), ma mentre la prima ha nella famiglia il nucleo fondante del proprio trauma, la seconda sembra ritenerla l’unico sicuro rifugio alle intemperie.

Entrambe vivono il sesso senza difficoltà, ma se una se ne difende emotivamente con il cinismo, l’altra (pur servendosi di dating app) non smette di inseguire il sogno del principe azzurro. Entrambe odiano la tirannia dell’apparenza, tuttavia Alison desidera fare l’attrice e legge solo copioni, mentre Flavia (che vive in parte di immagine, come content creator) si rifugia nei classici per trovare risposte ai suoi perché. Da una parte chi sembra cavalcare la velocità alienante del presente, dall’altra chi cerca di sfuggirle rifugiandosi tra le pagine del passato. Un confronto che porta a chiedersi cosa abbia tanto mutato l’approccio dei giovani alla vita negli ultimi quarant’anni.

Leggere i classici come atto di rivoluzione

Nato con intento divulgativo, il libro di Miarelli racconta come la resistenza sia interiore, oggi: in un mondo dominato dalla frenesia social e dalla richiesta di prestazioni, l’atto più rivoluzionario per un ventenne potrebbe essere staccarsi dal flusso cercando stabilità nei classici. Ma, accanto alla passione dell’autrice per la narrativa, tra le sue pagine si avvertono anche dolore, fragilità e solitudine. Traspare quasi la paura di affrontare una realtà che la sua omologa letteraria degli anni Ottanta, pur altrettanto spaventata, sceglieva invece di sfidare apertamente. Ricerca della profondità contro autodistruzione.

La gioventù è ancora la terra di chi vuole cambiare il mondo a tutti i costi comportandosi come un adulto, o diventa un luogo di riflessione e salvifico ripiegamento? In altri termini, quali strade possono percorrere i giovani per conquistare il proprio diritto alla felicità? Benedetta Miarelli è una venticinquenne milanese degli anni Venti del Duemila che ama i grandi libri, ne ha fatto oggetto del suo lavoro e grazie a essi è al centro del suo tempo; Jay McInerney, quando scrisse ‘Tanto per cambiare’, era un ultratrentenne all’apice della fama internazionale che viveva al massimo la New York perduta degli anni Ottanta del Novecento: il confronto diretto tra i messaggi di due opere nate in contesti storici così lontani e diversi sarebbe probabilmente fuorviante. Ma resta una punta di curiosità: Flavia, oggi, uscirebbe con Alison?  

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