Intesa Sanpaolo batte le attese: utile nei 9 mesi a 8,2 miliardi. Alzate le guidance per il 2026

1 hour_ago 1
ARTICLE AD BOX

Intesa Sanpaolo ha alzato il velo sui propri conti annunciando di avere migliorato la guidance per il 2026, prevedendo un utile netto ben superiore ai 10 miliardi di euro. Nei primi nove mesi del 2026, la banca guidata dal ceo Carlo Messina ha registrato un utile netto di 8,199 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 7,588 miliardi dello stesso periodo del 2025. Nel terzo trimestre, l’utile è ammontato a 2,645 miliardi, in lieve calo rispetto ai 2,793 miliardi del secondo trimestre di quest’anno.

Intesa, i risultati dei primi nove mesi

I ricavi netti sono aumentati nei primi nove mesi dell’anno del 5%, attestandosi a 21,457 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita degli interessi netti (+2,3%), delle commissioni nette (+5,2%) e del risultato dell’attività assicurativa (+5,8%). I costi operativi sono invece scesi dell’1,3%, con un cost/income ratio del 36,7%, tra i migliori tra le principali banche europee.

Guardando nello specifico al terzo trimestre, i ricavi netti di Intesa sono stati pari a 6,924 miliardi, scendendo rispetto ai 7,379 miliardi del terzo trimestre, con gli interessi netti pari a 3,886 miliardi, in crescita dell’ 1,1% su base trimestrale e del 5,6% su base annua. In calo invece le commissioni nette, scese a 2,587 miliardi, in flessione dell’1,1% rispetto ai 2,616 miliardi del secondo trimestre.

Solida la patrimonializzazione: al 30 settembre 2026, il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al 13,1%, al netto della distribuzione maturata nei nove mesi, salendo al 13,8% considerando il beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).

Ca’ de Sass ha evidenziato la propria capacità di “operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”, indicando gli 8,2 miliardi di euro di utile netto conseguiti nei primi nove mesi dell’anno e ricordando di essere anche “la banca più resiliente in Europa”, sulla base di quanto è emerso dai risultati dello stress test che è stato condotto dall’EBA, Autorità bancaria europea.

In evidenza anche l’elevata liquidità e la forte capacità di funding. Significativo il supporto all’economia reale: nei primi nove mesi dell’anno, l’istituto ha erogato circa 37 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine famiglie e imprese italiane.

Le indicazioni per il futuro

Prosegue intanto l’attuazione del piano strategico 2026-2029, con investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale. La banca ha avviato 33 progetti e iniziative di IA, mentre al 30 settembre il 71% delle applicazioni risultava già cloud-based.

Sul fronte delle prospettive, oltre ad avere rivisto al rialzo le stime sull’utile netto a un valore ben superiore ai 10 miliardi di euro, Intesa ha reso noto di prevedere ricavi in crescita, trainati soprattutto dalle commissioni e dall’attività assicurativa, interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro, costi stabili e una significativa riduzione degli accantonamenti.

A sostenere la crescita dei ricavi è anche la leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management, Protection & Advisory. Nei primi nove mesi del 2026, la rete dei Global Advisor è salita a circa 2.550 persone, con oltre 110 uffici dedicati, mentre gli specialisti del ramo Danni sono aumentati da circa 210 a oltre 290. In crescita anche Isybank, che ha raggiunto circa 1,3 milioni di clienti, mentre la rete di private banker e consulenti finanziari in Italia è stata rafforzata di circa 150 persone. Nella Divisione International Banks è stato inoltre introdotto un nuovo modello di financial ddvisor, con 60 consulenti in Slovacchia e Ungheria.

Qualità del credito e remunerazione degli azionisti

Riguardo alla qualità del credito, Intesa ha riportato basso costo del rischio, che ha confermato lo status di banca a “zero NPL”. Di fatto, i crediti in sofferenza sono stati quasi azzerati, mentre è stata potenziata la struttura di governo del credito, attraverso la creazione di nuovi comitati creditizi strategici e operativi. Per monitorare il rischio di credito, Intesa ha sviluppato anche il primo prototipo evolutivo dei modelli di Early Warning System, incorporando maggiori elementi forward looking e dati di mercato, anche attraverso l’ausilio di nuove metodologie (come quella di Machine Learning).

Sul fronte della remunerazione a favore degli azionisti, la banca continuerà a soddisfare i soci con una forte distribuzione di valore, con un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback. Oltre ad approvare i conti, il cda ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2026 di 3,813 miliardi di euro, pari a 22 centesimi lordi per azione, indicando la solidità del Cet1. Il pagamento avverrà il 25 novembre 2026, con stacco della cedola il 23 novembre e data di registrazione (record date) il 24 novembre. Ai prezzi di Borsa di ieri, l’acconto corrisponde a un dividend yield del 3,7%.

L’articolo Intesa Sanpaolo batte le attese: utile nei 9 mesi a 8,2 miliardi. Alzate le guidance per il 2026 è tratto da Forbes Italia.

read-entire-article