Interferenze russe sul voto in Italia? Tajani non lo esclude, Salvini frena

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Il giorno dopo l’accusa formale della Germania nei confronti della Russia per l’attentato di Lipsia del 4 agosto scorso, le prime reazioni del governo italiano arrivano da Wicklow, in Irlanda, dove si svolge il Gymnich, la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea.

“L’Europa deve contare di più, non deve farsi intimorire, non deve abbassare la testa”, ha infatti affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando in Irlanda.

Secondo Tajani, non è escluso che Mosca utilizzi “tutti gli strumenti per indebolire la posizione dell’Unione Europea”. “Noi abbiamo invece tutto l’interesse, e siamo qua anche per questo, per rinforzare il ruolo dell’Unione Europea sul palcoscenico internazionale”, ha detto. “È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”.

L’Ue, ha concluso, “deve difendere i propri interessi, difendere i propri cittadini e la propria libertà e democrazia”.

Interpellato inoltre su un articolo del Financial Times pubblicato questa mattina, che definisce il generale Roberto Vannacci un possibile “cavallo di Troia” della Russia in Italia, Tajani ha replicato: “Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro solamente che sia falso”.

Intanto, a Roma, anche il vicepremier Matteo Salvini, in visita al commissariato di Torre Maura, è intervenuto sul tema delle presunte influenze russe sul voto. “Non so se il collega Tajani ha degli elementi in più, ma io non voglio mancare di rispetto all’intelligenza e alla libertà di scelta degli italiani, che non hanno mai votato, né penso voteranno per influenze russe, cinesi, americane, israeliane, palestinesi, ognuno vota liberamente. Mi sembra che ci sia un’ansia antirussa che mi preoccupa, ho come l’idea che qualche cancelleria europea voglia non mettere fine a questa guerra e cerchi continui pretesti per alimentare questa guerra e magari vendere altre armi”, ha concluso il vicepremier e ministro dei Trasporti.

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