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E’ iniziata stamane la
trattazione della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessora
di Fratelli d’Italia con deleghe all’istruzione, cultura, giovani
e pari opportunità,
Francesca Gerosa. A chiederne la rimozione dall’esecutivo
provinciale sono stati i consiglieri di minoranza Degasperi (Onda),
Manica (Pd), Coppola (Avs), Valduga (Campobase), Maestri (Pd),
Stanchina (Campobase), Demagri (Casa Autonomia.eu), Zanella (Pd),
Calzà (Pd), Malfer (Campobase), Parolari (Pd), Maule (Campobase) e
Franzoia (Pd).
A
illustrare le ragioni di questa impegnativa iniziativa politica è
stato il primo proponente. Ecco i concetti base espressi da Filippo
Degasperi: in
Consiglio regionale, si è svolto come è noto un dibattito riferito
all’ampiamente
condiviso atto di giustizia proposto nei confronti di Clara
Marchetto, cui nel
1948 fu
negato il diritto a sedere nell’aula del Consiglio regionale a
causa di
una sentenza del tribunale fascista. L’assessora Gerosa –
assessora
alla cultura -
si è espressa in quella occasione con una catilinaria ostile alla
figura della stessa Marchetto e a una mozione inizialmente firmata
anche da Fratelli d’Italia. Noi crediamo che un denominatore comune
dal punto di vista ideale una maggioranza politica deve averlo.
Perfino un assessore ha definito indegne le parole dell’assessora,
a segnare una frattura ideale pesante dentro
la coalizione al governo provinciale.
Un deputato di F.d.I. eletto in Veneto ha in
seguito aggravato
il quadro con un’altra catilinaria, infine si è espresso il
ministro Lollobrigida (figura politica che in Lazio ha inaugurato il
mausoleo a Rodolfo Graziani, generale e criminale, collaborazionista
con il nazismo). Ora,
il Patt – originato dal Pptt – sta in Giunta con chi onora il
generale Graziani e ha questo Pantheon di riferimento. Una Giunta che
affida la materia della cultura e della scuola a chi ha definito
divisiva e controversa la figura della Marchetto, facendo
prevalere un’ottica nazionalista rispetto a quella connaturata
all’Autonomia.
Eleonora Angeli (Noi Trentino per Fugatti): parlo a titolo personale. In una maggioranza ci sono diverse sensibilità, io ad esempio provengo dalla Margherita. Non ho nessuna intenzione di aderire né a F.d.I. né alla Lega. Sono una moderata e legata all’Autonomia e alle sue minoranze linguistiche. Dico però no alla sfiducia a Gerosa, perché l’iniziativa viene dalle minoranze e punta solo a delegittimare e sfaldare il nostro patto di coalizione. Noi vogliamo continuare a lavorare per il Trentino come da programma amministrativo.
Guglielmo Valduga (Campobase): io sono già a disagio quando quando qualcuno il 25 di aprile, come lei assessora ha avuto occasione di fare, augura buon San Marco a tutti, semplicemente buon San Marco, sottacendo il ruolo di quella giornata rispetto alla Liberazione dal nazifascismo. Il rapporto tra democristiani, liberali del secondo dopoguerra e Clara Marchetto va messo in luce. Flaminio Piccoli – che fu resistente e antifascista - temeva certo il separatismo degli autonomisti integrali, ma dobbiamo pur dire che in Trentino la cultura autonomista è cresciuta e ha dato un grande contributo alla nostra terra senza attentare all’unità nazionale. È questa necessità di contestualizzazione che mi ha portato a sottoscrivere anche la successiva mozione della consigliera Maria Bosin, quella che prevede l'intitolazione dell'Aula di Rappresentanza della Regione a Clara Marchetto. Ella subì un gravissimo torto e a me oggi preoccupa l’ingerenza da fuori Trentino sulla definizione della nostra storia. Fratelli d’Italia dice quel che pensa, ma io vengo agli autonomisti di oggi o sedicenti tali: mi fanno arrabbiare – e anche la Svp non è da meno - quando vogliono far passare il programma della coalizione di governo provinciale come un patto autonomista e liberale.
Paola Demagri
(Casa Autonomia.eu): il
tema in discussione non può essere eluso. Non stiamo attaccando la
persona Francesca Gerosa, la questione è tutta politica. C’era
l’occasione di onorare una grande persona come Marchetto ed è
stata invece messa in discussione e delegittimata. Si è palesata una
maggioranza di centrodestra con posizioni ideologiche opposte e
francamente imbarazza la posizione insostenibile in cui si è trovato
e si trova il Patt.





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