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Roger Federer è tornato agli Us Open. Non per un vero match, quello lo esclude categoricamente: “Sono troppo occupato, faccio a malapena in tempo a giocare”. Ma per un’esibizione in cui saranno protagoniste altre stelle del tennis passato: Andy Roddick, Andre Agassi e John McEnroe. Per prepararsi all’evento Federer ha scelto uno sparring partner d’eccezione: Lorenzo Musetti. I due hanno regalato spettacolo a New York, con un solo credo: “Il rovescio a una mano non è finito“. Parola dello stesso Federer.
Per Musetti allenarsi con il leggendario campione svizzero è un sogno che diventa realtà. È sempre stato il suo idolo, il motivo per cui ha preso in mano una racchetta e ha iniziato a colpire con quel rovescio oggi in via d’estinzione, simbolo di classe ed eleganza. “Sono onorato di condividere il campo con il re“, ha detto Musetti.
“Mi fa piacere vedere i giocatori con il rovescio a una mano ottenere buoni risultati. Quando il tuo allenatore è un tennista con il rovescio a una mano molto probabilmente anche tu finirai per giocare il rovescio a una mano”, spiega Federer. Oggi il rovescio a due mani però è predominante, secondo lo svizzero perché “è semplicemente più facile insegnare a un bambino a usare entrambe le mani sul rovescio”.
Un‘esperienza che Federer sta vivendo quasi sulla propria pelle: “Uno dei miei figli sta passando dal rovescio a due mani a quello a una mano, e vedo quanto sia difficile per lui colpire la palla e controllarla“. Musetti invece è riuscito a riportare il rovescio a una mano ai vertici del tennis mondiale. Ora, dopo tanti infortuni, è ina una fase di faticosa risalita. Sicuramente, l’allenamento con Federer è stato un boost di fiducia in vista degli Us Open. Sa di avere una responsabilità importante sulle spalle. E sul braccio.
L'articolo “Il rovescio a una mano non è finito”: Federer torna agli Us Open e si allena con Musetti in vista del suo match proviene da Il Fatto Quotidiano.




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