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Il Parlamento europeo chiede di valutare gli effetti dell’accordo con gli Stati Uniti che consente alle multinazionali americane di continuare ad applicare il proprio sistema di tassazione minima, facendolo convivere con la tassa minima globale concordata in sede Ocse. È il cosiddetto sistema Side-by-Side, che affianca il regime Usa Net CFC Tested Income (la ex Global Intangible Low-Taxed Income) al secondo pilastro Ocse. In una relazione approvata dalla commissione Affari economici dell’Eurocamera, gli eurodeputati avvertono che la presenza di regimi diversi rischia di indebolire la riforma internazionale e di rendere ancora più frammentate le regole fiscali. Il testo invita quindi l’Ocse a verificare l’impatto negativo dell’intesa e chiede alla Commissione europea di pubblicare una valutazione, comprese le eventuali perdite di gettito per gli Stati membri. Gli eurodeputati sottolineano inoltre che la tassa minima globale non è ancora applicata ovunque: grandi economie come Cina e India non l’hanno ancora introdotta.
Sul fronte della competitività, il Parlamento chiede di semplificare ulteriormente gli adempimenti fiscali per le imprese, ad esempio eliminando obblighi di comunicazione duplicati e introducendo regimi semplificati, senza però indebolire le norme sulla trasparenza e contro l’elusione fiscale. La relazione invita inoltre la Commissione a rivedere la proposta per creare regole comuni Ue sul calcolo della base imponibile delle imprese (Befit), verificandone la compatibilità con la tassa minima globale e valutando una proposta più limitata e graduale.
Sulla tassazione delle grandi aziende digitali, gli eurodeputati ribadiscono che, in assenza di progressi sufficienti a livello internazionale, gli Stati membri possono continuare a ricorrere a tasse nazionali sui servizi digitali per tutelare il proprio gettito fiscale. Nel frattempo all’Onu sono in corso negoziati per nuove regole sulla cooperazione fiscale internazionale più eque nei confronti del Sud del mondo e più efficaci nel tassare le multinazionali. Quasi tutti i Paesi ricchi hanno fatto muro e il Parlamento Ue non è da meno: chiede che quei lavori siano “complementari” al lavoro già svolto in sede Ocse e G20. La relazione è stata approvata con 32 voti favorevoli, 4 contrari e 14 astensioni e sarà sottoposta prossimamente al voto della plenaria.
L'articolo Il Parlamento Ue: “Valutare quanto perdono i 27 a causa dell’accordo con Trump che esenta le multinazionali Usa dalla tassa minima” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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