Il Milan si prepara all’ennesima rivoluzione: mezza squadra può partire, l’attacco è da rifondare. Leao è il caso più delicato

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Il futuro del Milan, indipendentemente dalla qualificazione in Champions League, resta difficile da decifrare. Più che certezze, emergono interrogativi. E se in panchina Allegri sembra comunque destinato a rimanere, il vero problema è con chi si troverà a lavorare. Tradotto in pochissime parole: il Milan si prepara, insomma, a un’ennesima rivoluzione. Uno zoccolo duro da cui ripartire ci sarà, certo. E non tutti i giocatori in bilico partiranno, anche perché un conto sono i piani di mercato e un altro quello che poi dal mercato si riesce veramente a concludere. Ma intanto l’allenatore ha indicato con precisione le proprie esigenze: niente scommesse, ma giocatori pronti, affidabili e capaci di diventare punti di riferimento nei vari reparti. Difesa, centrocampo e attacco avranno bisogno di innesti mirati per permettere alla squadra di fare un ulteriore salto di qualità. Allo stesso tempo, però, esiste già una base su cui costruire.

Tra i pali, Maignan rappresenta una certezza dopo il recente rinnovo. In difesa, hanno convinto De Winter (tra alti e bassi), Pavlovic (che ha giovato della cura Allegri) e Gabbia. Bene anche Bartesaghi e Athekame, che si sta mettendo in mostra in questo ultimo periodo. A centrocampo, il Milan non intende rinunciare a Jashari, nonostante un primo anno complicato. Arrivato dopo una trattativa lunga e onerosa, lo svizzero è stato penalizzato da un infortunio a inizio stagione che ne ha condizionato il rendimento. Il club vuole concedergli una nuova opportunità. Accanto a lui, Saelemaekers resta una pedina importante, mentre Rabiot si è imposto come il vero riferimento tecnico della squadra, incarnando perfettamente le idee di Allegri.

Eccole, le certezze. Ma ecco anche un quadro molto chiaro: mancano completamente gli attaccanti. Diversi giocatori non hanno convinto e sembrano destinati a lasciare Milano. Se tralasciamo Estupiñan, che è terzino, il problema che riguarda il reparto offensivo reca i nomi di Nkunku, Gimenez e Füllkrug: non sono riusciti a incidere né a trovare continuità. Per questo il Milan è intenzionato a privarsene. Valutando però contestualmente il futuro anche di altri giocatori.

Con dei distinguo. Perché su Modric la linea è chiara: decide il giocatore. Fosse per i rossoneri, l’opzione di rinnovo sarebbe già stata attivata. E a proposito di contratti, le scadenze al 2027 di Tomori, Pulisic e LoftusCheek lasciano pensare che possano salutare se non prolungheranno, così da evitare di perderli a zero al termine della prossima stagione. Infine, c’è il caso più delicato: quello di Rafael Leao. Il portoghese rappresenta oggi il più grande punto interrogativo. Le voci sul suo futuro si moltiplicano, ma finora non sono arrivate offerte ufficiali. Il Milan ha fissato una valutazione tra i 50 e i 60 milioni e, di fronte a una proposta di questo tipo, sarebbe disposto ad ascoltare. Un segnale chiaro: Rafa non è più un intoccabile. E in questo caso, le sensazioni delle scorse settimane, stanno trovando conferma.

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