Il garantismo a corrente alternata di Tajani: “La scelta del gip di rilasciare Siher è grave. Mette a rischio la sicurezza del Paese”

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Per i tre agenti dei servizi segreti egiziani, condannati per il sequestro di Giulio Regeni, si trattava solo di “una sentenza di primo grado“. E bisognerà dunque “vedere quello che succederà in secondo e in terzo grado”. Ma se si tratta di Youssef Siher, il ricercatore fermato il 24 ottobre con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, la decisione della gip di disporne la scarcerazione “estremamente grave”. Il garantismo del vicepremier Antonio Tajani, storico cavallo di battaglia di Forza Italia, vacilla di fronte all’ordinanza della giudice Tiziana Landoni, che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla procura.

“Considero estremamente grave la decisione del gip di rilasciare Siher, considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese. Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità”, scrive su X il ministro degli Esteri. Che poi dà anche un consiglio alla magistratura: “Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità”, scrive il segretario di Forza Italia.

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