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Il Garante della privacy blocca la diffusione di un video e di alcuni articoli riguardanti un ragazzino di 11 anni, coinvolto negli scontri di Milano, durante le proteste per il carovita. Lo stop è giunto con il provvedimento n. 809, firmato ieri dal presidente Pasquale Stanzione, a tutela del diritto alla riservatezza del minore. Nel mirino dell’Autorità c’è un servizio trasmesso “su Rai News e nella trasmissione Le Iene“, ma anche “articoli giornalistici online pubblicati dalle testate Open (www.open.online), Il Giornale d’Italia (www.ilgiornaleditalia.it), Corriere della Sera” nell’edizione milanese, “Milano Post (www.milanopost.info)”. Emittenti tv e testate “dovranno comunicare entro tre giorni le misure adottate“: ovvero, spiegare in che modo hanno provveduto a fermare la diffusione dei loro contenuti, additati dal Garante. Il provvedimento cita il video trasmesso da Le Iene, con “immagini del minore intento a compiere i menzionati atti vandalici, oltreché a inveire nei confronti del soggetto che ha effettuato le riprese”.
Secondo la nota diffusa oggi dall’Autorità, articoli e video hanno diffuso dati rilevanti come “le immagini, l’età, il quartiere, la scuola frequentata e altri dettagli personali“. Abbastanza per rendere “il minore identificabile, con possibili gravi ripercussioni sul suo sviluppo“. L’Autorità ammonisce sulla priorità del diritto del minore alla riservatezza, rispetto al diritto di cronaca delle testate giornalistiche, “qualunque sia il ruolo del minore nei fatti narrati. L’interesse pubblico a raccontare gli eventi può essere soddisfatto senza esporre i minori coinvolti“. Chiunque diffonda ulteriormente immagini e contenuti legati al minore – ammonisce il Garante – rischia la violazione delle leggi sulla privacy. Intanto, procede l’indagine.
Secondo Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, il provvedimento del Garante è corretto: sui minori, “la normativa sulla privacy prevede speciali tutele che sono contenute sia nella Carta di Treviso che nelle Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’attività giornalistica, che sono parte integrante del Codice della Privacy. Le testate che non rispettano queste norme, non violano quindi solo la deontologia della categoria professionale, ma anche il GDPR, e per questo si espongo a pesanti sanzioni da parte del Garante per la protezione dei dati personali”.
L'articolo Il Garante della privacy blocca servizi televisivi e articoli sull’11enne coinvolto negli scontri a Milano: “Riservatezza del minore va rispettata” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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