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“L’altra India” é un piccolo saggio di Amartya Sen, premio Nobel dell’economia. Ci svela le mille sfaccettature dell’universo India, da paese coloniale con caleidoscopio di culture, dialetti e religioni a superpotenza economica. Come ha fatto in un paio di decenni da paese in via di sviluppo ( termine obsoleto come quello di terzo mondo) a l’India di oggi ribaltando il suo status geopolitico ed economico? E la più popolosa democrazia del mondo ( 1.47 miliardi di abitanti), spirituali dentro, capitalisti fuori, anzi, come dice qualcuno, ricchi dentro e ricchi fuori. L’India antica e moderna che non sono contrapposte, ma complementari. Pregano Vishnu, il Preservatore e Shiva, il Rigeneratore e hanno buon fiuto per gli affari. Accendono incensi a Brahma, la divinità dell’Universo e mani congiunte davanti al dio denaro. Enormi sacche di povertà ci sono ancora all’interno del paese, “Ma nessuno muore più di fame… – ci spiega Barbara, la nostra guida, da Modena si é trasferita a New Dehli una trentina di anni fa – i templi sikh aperti 24h offrono sempre un giaciglio e un pasto ai senza tetto”. E se il livello di civiltà di un paese si misura anche dai mezzi di trasporto, la metropolitana a New Dehli è bellissima, pulita, efficiente, super vigilata, passa ogni 3, 4 minuti e tiene pure il vagone riservato solo alle donne.
Un paese ancora diviso in caste, quattro, anzi cinque con quella degli intoccabili, formalmente abolite dalla legge ma di fatto esistono ancora. E sono proprio le classi privilegiate a fare da traino a quelle più emarginate. Premessa necessaria, perché da queste riflessioni é partito Marco Tronchetti Provera e il suo team di strateghi della comunicazione. “Tradizione e globalizzazione senza concedere nulla all’Intelligenza Artificiale – guarda avanti e guarda indietro the President (come è chic con il suo completo di lino bianco e collo alla guru hand made dal suo sarto milanese). Ha appena firmato un accordo milionario con la BKT, la multinazionale indiana per la produzione di 800mila pneumatici. Ha sede a Mumbai, capitale finanziaria, qui hanno spostato la loro produzione la Tesla, l’Apple, Samsung, qui c’è la Borsa e la più grande produzione cinematografica Bollywood, seconda sola a Hollywood.
Mumbai, la porta dell’Oriente, è la città con il maggior numero di miliardari dell’India ( 91 solo a Mumbai) e di tutta l’Asia.
L’India moderna e l’India delle tradizioni, questo dualismo è narrato anche nei 36 scatti, bellissimi, ti catturano da subito. Il Calendario Pirelli, the Cal, iconico, oggetto da collezione, in edizione limitata, si presenta come un cofanetto, di un colore arancio evocativo delle festive ghirlande floreali, hai voglia di accarezzarlo, con due tasche distinte. Il norvegese Solve Sundsbo, già autore dell’edizione 2026 e Raghu Rai, il gran maestro della fotografia indiana. Dopo la sua tragica scomparsa nell’aprile di quest’anno, Avani, é chiamata a raccogliere l’eredità del padre, un uomo che veniva dalla strada. “Mio padre fotografava gente di ogni estrazione sociale, dalla premier Indira Gandhi a Teresa di Calcutta alla vita caotica e variopinta dei mercati ”. E lei anche per elaborare il lutto è ritornata negli stessi luoghi cari al padre tanti mondi messi in dialogo tra di loro. L’India ti entra dentro, la respiri, ti cambia. Avani, di delicata bellezza che diventa musa per Sundsbø, lui l’India la conosce da ospite ma rimane lo stesso stregato: “Il Paese non è mai una cosa sola, ci convivono tempi e realtà diverse, antico e contemporaneo entrano nella stessa inquadratura”.
Dualismo e contrapposizione anche nella scelta delle due location per la presentazione al mondo di The Cal: il tempio mausoleo Safdrajung Tomb, spettacolare, davanti a mare di candele per la prima volta aperto a un pubblico non pregante e osservante. Per una forma di rispetto alla loro religione al buffet di specialità indiane non servivano alcol. Un bel detox anche per l’anima. Il giorno dopo il Gran Gala all’ Imperial, il primo Hotel di lusso dell’era coloniale, qui fu firmato anche il trattato di indipendenza dagli inglesi nel 1947. Stessa cornice, la sala del Gran Ballo dell’Imperial sotto una cascata di lampadari di cristallo, specchi liberty, boiserie d’epoca, mandala di fiori e flauti ha ospitato il Cosmoprof Worldwide Bologna per festeggiare i 60 anni della manifestazione di cosmesi più importante al mondo, per celebrare il meglio del made in Italy e rafforzare le connessioni con il mercato indiano. A fare gli onori di casa Samantha Raimondi, head of Sales Cosmoprof, in sinergia con l’Istituto del Commercio Estero. Pirelli e Cosmoprof si danno la mano, a Bellezza si aggiunge Bellezza con dati in incremento. Secondo il forum della Global Economic l’India é l’economia al mondo con la più rapida crescita.
L'articolo Il Calendario Pirelli racconta l’India da culla di spiritualità e non violenza a palcoscenico globale proviene da Il Fatto Quotidiano.




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