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Negli ultimi anni il concetto stesso di sicurezza ha ampliato i propri confini. La crescita delle minacce cyber, l’attenzione crescente di attaccanti e difensori verso le infrastrutture critiche, la necessità di proteggere informazioni classificate e la sempre maggiore integrazione tra il dominio fisico e quello digitale stanno imponendo un cambio di paradigma che, se non debitamente compreso e intercettato, rischia di lasciare imprese e istituzioni esposte a vulnerabilità sempre più complesse. In questo scenario, le tecnologie critiche e dirompenti rappresentano solo alcuni degli elementi di un ecosistema sempre più interconnesso e in via di convergenza. Per comprendere come stiano evolvendo questi ambiti e quali tecnologie stiano emergendo lungo questa direttrice, Airpress ha dialogato con Sipal, realtà italiana attiva nei settori della sicurezza, dell’elettronica e delle applicazioni tecnologiche ad alta specializzazione.
Quando la cyber-security non è solo cyber
Tendenzialmente, quando si parla di sicurezza cibernetica si pensa subito ai firewall, ai virus, agli attacchi hacker e ai linguaggi di programmazione. In altre parole, al cosiddetto aspetto software della sicurezza. Tuttavia, specialmente quando si parla di informazioni particolarmente sensibili o relative alla sicurezza nazionale, la componente fisica è importante quanto quella informatica. “Quando il valore dell’informazione aumenta, non basta più proteggere il dato dal punto di vista logico”, ha spiegato Fabrizio Carotenuto, responsabile della business unit di cyber-security di Sipal. “Per questo motivo la sicurezza non riguarda soltanto software e connettività. Riguarda anche gli ambienti fisici, il controllo degli accessi, la protezione delle comunicazioni e persino le emissioni elettromagnetiche”.
Infatti, il lavoro di Sipal in questo segmento si concentra sulla messa in sicurezza degli ambienti entro i quali operano tecnologie specifiche e circolano informazioni classificate, dalla schermatura degli edifici fino alla creazione di veri e propri super-computer sicuri. È il caso delle tecnologie Tempest, sviluppate per impedire che monitor, computer, server e altri apparati elettronici possano essere intercettati attraverso le emissioni elettromagnetiche che generano durante il loro funzionamento. “Un apparato elettronico emette onde elettromagnetiche e, quando si lavora con informazioni classificate, queste emissioni non devono poter essere intercettate o interpretate in alcun modo”, ha aggiunto Carotenuto. “L’isolamento deve essere completo su tutti e tre i livelli: elettromagnetico, acustico e fisico”.
Il digital twin come strumento di conoscenza
Sul fronte delle tecnologie per il monitoraggio avanzato, la nuova frontiera è rappresentata dai digital twin. Come deducibile dal nome, si tratta di veri e propri gemelli digitali che riproducono in tutto e per tutto un determinato oggetto (o anche un’intera area), permettendo così di condurre analisi e ispezioni direttamente sul modello digitale. Dal crollo del ponte Morandi, il ricorso a queste tecnologie sta rapidamente diventando uno standard nella gestione delle grandi opere. “L’obiettivo”, spiega Giuseppe Stornelli, Electronics & Space Manager di Sipal, “è costruire una rappresentazione digitale dell’infrastruttura che consenta di comprenderne lo stato e l’evoluzione nel tempo”. Perché ciò sia possibile sono necessarie due cose: dati e la capacità per elaborarli. Se la sensoristica installata sul campo fornisce enormi quantità di informazioni, è l’intelligenza artificiale a renderle realmente utilizzabili, correlando dati provenienti da fonti differenti e trasformandoli in una fotografia aggiornata quasi in tempo reale dell’asset monitorato. “Molte informazioni esistono già”, osserva Stornelli. “Il problema è che spesso sono distribuite in sistemi differenti e non comunicano tra loro. Quando vengono correlate emergono relazioni e informazioni che prima rimanevano nascoste”.
In tutto ciò, anche lo spazio gioca un ruolo rilevante. Le immagini satellitari, i dati radar e i servizi di navigazione consentono infatti di integrare quanto rilevato dalla sensoristica terrestre, estendendo il monitoraggio ben oltre ciò che è possibile osservare direttamente sul campo. “Abbiamo sviluppato algoritmi di change detection che confrontano automaticamente immagini acquisite in momenti diversi”, racconta Stornelli. “Questo ci permette di verificare se lungo una tratta autostradale siano comparsi nuovi manufatti, movimenti del terreno o altri elementi che potrebbero incidere sulla sicurezza”.
Tra i progetti più significativi sviluppati dall’azienda figura Dinamo, realizzato insieme all’Agenzia Spaziale Europea, che combina sensori installati direttamente sulle opere con dati provenienti dalla costellazione Galileo e dall’interferometria radar satellitare. Il sistema consente di monitorare nel tempo il comportamento strutturale di ponti e viadotti, rilevando spostamenti anche dell’ordine di pochi millimetri. “Il valore aggiunto”, sottolinea Stornelli, “è che possiamo andare indietro nel tempo. Le banche dati satellitari ci consentono di analizzare come un’infrastruttura si sia comportata anche molti anni prima dell’installazione dei sensori, fornendo informazioni preziose per comprenderne l’evoluzione”. Lo stesso approccio, conclude il manager, può essere esteso ben oltre il comparto autostradale. Oleodotti, reti energetiche, dighe, edifici e altre infrastrutture critiche possono essere monitorati attraverso la combinazione di sensori terrestri, dati satellitari e strumenti di analisi avanzata, offrendo ai gestori una capacità di situational awareness sempre più accurata e consentendo di programmare gli interventi manutentivi in modo più efficiente.
Una trasformazione tecnologica e industriale
Dietro questo insieme di tecnologie c’è una profonda trasformazione industriale. Nell’aprile 2023 la proprietà ha affidato a Marco Venanzetti il mandato di guidare il processo di ristrutturazione e riposizionamento strategico dell’azienda. Da allora Sipal ha modificato radicalmente il proprio posizionamento, abbandonando progressivamente il ruolo di società prevalentemente orientata ai servizi per concentrarsi sullo sviluppo di prodotti e soluzioni proprietarie di alta tecnologia. “Quando sono arrivato, su incarico della proprietà per guidare questo cambiamento”, racconta il direttore generale, “Sipal era principalmente una società fornitrice di servizi. Oggi stiamo completando una trasformazione che ci vede sempre più focalizzati sullo sviluppo di tecnologie e prodotti proprietari, con l’obiettivo di rafforzare il nostro posizionamento sui mercati della difesa e della sicurezza”.
“Oggi Sipal vuole essere un contenitore altamente tecnologico di soluzioni applicate a due grandi pilastri”, spiega Venanzetti. “Da una parte l’ingegneria, dall’altra le tecnologie al servizio della sicurezza”. Un percorso che ha portato l’azienda a strutturarsi in tre business unit (Engineering, Manufacturing e Cyber & Electronics) con l’obiettivo di integrare progettazione, produzione e sviluppo tecnologico all’interno di un’unica realtà, mantenendo la capacità di sviluppare internamente tecnologie proprietarie e adattarle alle esigenze operative dei clienti.
A spingere questa trasformazione è anche l’evoluzione dello scenario internazionale. “Gli ultimi conflitti hanno completamente rivoluzionato molti paradigmi della difesa”, osserva Venanzetti. “Oggi c’è una domanda fortissima di infrastrutture classificate e di tecnologie per la protezione delle informazioni”. Una dinamica che interessa naturalmente il comparto della difesa, ma che si riflette sempre più anche sul mondo civile, dove la protezione delle infrastrutture critiche è ormai diventata una priorità. “Abbiamo l’ambizione di diventare un punto di riferimento per le tecnologie innovative applicate alla sicurezza”, conclude Venanzetti. “La nostra forza è la flessibilità: riusciamo a ritagliare il prodotto sulle esigenze operative di chi lo utilizzerà”. Un approccio che l’azienda punta ora a consolidare anche sui mercati internazionali, esportando non soltanto prodotti, ma un modello di sviluppo fondato sull’integrazione tra competenze ingegneristiche, sicurezza fisica ed elettronica avanzata.

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