ARTICLE AD BOX
Un modello tridimensionale a risoluzione submillimetrica unisce 1.294 fotografie ad alta definizione della superficie corporea e i dati di una tomografia computerizzata dell’interno. Così Ötzi, la mummia risalente a 5.300 anni fa conservata al Museo Archeologico dell’Alto Adige, ha ora un gemello digitale. L’operazione, pubblicata sulla rivista scientifica “Heritage”, permette agli scienziati di esaminare lo scheletro, il corredo, i tessuti e i dettagli epidermici dell’Uomo del Similaun senza doverlo estrarre dalla cella frigorifera a -6 gradi in cui riposa a Bolzano dal 1998.
Il progetto è stato condotto dal team interdisciplinare di Arc-Team, guidato dall’archeologo trentino Luca Bezzi. Il modello ha reso immediatamente disponibili dettagli ad alta precisione sull’epidermide. “Si vedono bene i 61 tatuaggi, che potrebbero essere tatuaggi medici, un sorta di agopuntura, curativa”, dichiara Bezzi. “Il prossimo passo di grande interesse sarà scoprire se coprivano aree malate del suo corpo”.
La trasposizione digitale del corredo ha richiesto tecniche di acquisizione differenziate. “Cuoio, pelliccia, legno, rame, fibre vegetali, selce, pelle e ghiaccio riflettono la luce in modo molto diverso, quindi abbiamo adattato il metodo di acquisizione a ciascun materiale”, spiega Bezzi. “L’oggetto più difficile si è rivelato il berretto di pelliccia d’orso, per il quale abbiamo sperimentato i campi di radianza neurale dell’Intelligenza Artificiale che, lavorando sulla fisica della luce, ci hanno permesso di rilevare in alta risoluzione quella complessa struttura tridimensionale: se invece ci fossimo limitati ai tradizionali modelli 3D poligonali, i dettagli sarebbero stati scarsi”.
L'articolo “I suoi tatuaggi potrebbero essere medici”: Ötzi ha ora un “gemello”, realizzata una “copia” digitale con 1.294 foto per studiare la mummia dell’Uomo del Similaun proviene da Il Fatto Quotidiano.




English (US) ·