I dialoghi della Lollo e la Loren, il dimenticato Antonello Falqui

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Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore in questi tempi cupi del cazzo con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, eccovi serviti.

Quando il film di Blake Edwards Colazione da Tiffany (1961) lanciò la moda del lungo bocchino nero facendolo sfoggiare alla sofisticata Holly Golightly, il personaggio bohémien interpretato da Audrey Hepburn, Franca Valeri, nei panni della Sora Cecioni, ironizzò: “Va benissimo, se proprio non riesci a diventare una suora”.

Fra i 18 passeggeri del primo volo Alitalia (era il 5 maggio 1947, l’aeromobile un trimotore Fiat G.12, la rotta Torino-Roma-Catania-Roma) c’era Carlo Dapporto, star del teatro di rivista. Atterrato a Ciampino, una giornalista gli chiese com’era andata. “Due ore di noia, interrotta da momenti di puro terrore”, le rispose Dapporto col suo sorriso da maliardo.

Un giovane esponente della pittura informale stava mostrando a Giorgio de Chirico una creazione materica. Poiché de Chirico non si sbilanciava in giudizi, quello gli chiese di darne almeno una valutazione economica: “Quanto potrebbero darmi, secondo Lei, Maestro?” E De Chirico: “Due anni”.

È nota la passione di Vittorio De Sica per i casinò. Un giorno, di ritorno da Montecarlo, incontrò Zavattini da Rosati: “Com’è andata?” gli domandò lo sceneggiatore. E De Sica, girando lentamente il cucchiaino nella tazzina dell’espresso: “Spero che Ranieri di Monaco abbia più fortuna coi miei soldi di me”.

Gina Lollobrigida e Sophia Loren furono le attrici preferite dai cineasti italiani degli anni ’50. “Quando sullo schermo ci sono loro, al pubblico non importano i dialoghi”, spiegò lo sceneggiatore Ettore Margadonna (Pane, amore e fantasia, 1953; Pane, amore e gelosia, 1954; Pane, amore e…, 1955).

Dimenticato dalla Rai, il regista Antonello Falqui, autore di varietà di enorme successo (Il Musichiere, Canzonissima, Studio Uno), commentava: “Oggi la tv italiana è piena di geni. Se solo ci fosse un po’ di talento!”

Il produttore Goffredo Lombardo (Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo) aveva una villa al Circeo dove portava con sé il suo alano, che aveva chiamato Alain Delon. Un’estate, quel burlone di Walter Chiari inviò una cartolina a Lombardo indirizzandola a “Alain Delon, c/o Lombardo”. Il postino la mostrò subito a suo cugino, agente immobiliare, che fiutato l’affare si precipitò a villa Lombardo chiedendo di Alain Delon: “Devo vederlo assolutamente!” Il maggiordomo rispose con sussiego: “Glielo chiamo subito. È nella sua cuccia”.

Carlo Giuffrè, vedendo che il suo gatto poltriva in giardino mentre intorno a lui alcuni topolini correvano indisturbati, pensò di risolvere il problema comprando una trappola per topi. “La prima vittima fu il gatto”, raccontava divertito. E proseguiva: “L’altro giorno il figlio di un mio vicino si presenta al cancello vestito da apache e mi chiede se può avere indietro la sua freccia. ‘Certo, Luigino’, gli dico. ‘Dov’è finita?’ E lui: ‘È infilata nel gatto'”.

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