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Non solo il Senegal in aeroporto e l’Uzbekistan allo stadio. Anche il Belgio si è dovuto sottoporre a dei controlli rigidissimi appena atterrato negli Usa. C’è infatti una foto virale in cui Kevin De Bruyne, giocatore del Napoli, ex Manchester City e tra i giocatori più forti al mondo degli ultimi 10 anni, seduto su una sedia appena sceso dall’aereo, con un metal detector passato anche intorno alle sue scarpe.
E così anche suoi compagni di squadra, ritratti immobili, con braccia larghe e controllati in ogni parte del corpo. Controlli molto rigidi, che negli Usa sembrano però ormai diventati una pratica comune. Prima Sadio Mané, Kalidou Koulibaly e tutto il Senegal, poi Fabio Cannavaro insieme al suo Uzbekistan prima di un’amichevole con l’Olanda, adesso anche il Belgio: le perquisizioni e i controlli degli addetti alla sicurezza nel Paese di Donald Trump sono ormai diventati un caso.
Basta fare banalmente un giro sui social per vedere diverse persone stupirsi di ciò e chiedersi il perché di vere e proprio perquisizioni con metal detector anche sotto le scarpe e in alcuni casi – come in quello dell’Uzbekistan – anche un cane antidroga ad annusare borse e valigie dei calciatori e dello staff. Se questa politica verrà spiegata non è dato saperlo, ma i Mondiali devono ancora cominciare e sono già diversi i temi di discussione fuori dal campo: da controlli come quelli a cui si sono sottoposti Belgio e Senegal tra le tante fino all’espulsione dell’arbitro somalo o del fotografo iracheno senza motivi validi o comunque esplicitati, passando per le strette sull’Iran e sui suoi tifosi, adesso anche impossibilitati a seguire la nazionale.
The treatment Kevin de Bruyne received upon arrival into the US ???????? pic.twitter.com/HXux2jHLPS
— World Cup HQ (@WorldCup26HQ) June 9, 2026
L'articolo I controlli per le Nazionali negli Usa sono un caso: anche De Bruyne e il Belgio perquisiti con metal detector sotto le scarpe all’arrivo proviene da Il Fatto Quotidiano.




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