“Ho temuto che potessero uccidermi”, aggredita l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon a Venezia 83 per The Difficult Bride

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Applaudita a Venezia per The Difficult Bride, dove interpreta una donna che vive in modo disturbante l’attesa di un matrimonio tradizionale, l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon è stata aggredita a Mestre da alcuni connazionali a causa del suo impegno politico e di attivista. Secondo quanto raccontato dalla stessa attrice e documentato in alcuni video pubblicati sul suo profilo Facebook, gli aggressori l’avrebbero raggiunta inizialmente nell’albergo dove alloggiava, colpendola con uno schiaffo al volto. L’aggressione sarebbe poi proseguita in un parco, dove la donna sarebbe stata accerchiata, insultata, raggiunta dal lancio di acqua e altri oggetti e privata del telefono. Con lei si trovavano il fratello e il figlio piccolo di quest’ultimo.

Alla base dell’aggressione ci sarebbe, secondo la ricostruzione, la sua posizione nei confronti della rivolta di luglio-agosto 2024 in Bangladesh, la mobilitazione che portò alla caduta della premier Sheikh Hasina. Badhon sarebbe stata definita dagli aggressori una “combattente di luglio“, espressione riferita agli attivisti che presero parte alle proteste. “Ho avuto persino la sensazione che potessero uccidermi, per il modo in cui mi hanno attaccata”, ha raccontato l’attrice. Badhon ha riferito inoltre di essere stata minacciata con parole che, a suo dire, lasciavano intendere che lei e altri esponenti della protesta non avrebbero potuto sentirsi al sicuro nemmeno vivendo all’estero.

“E poi volete dire che le donne del Bangladesh saranno al sicuro con voi?”, ha detto l’attrice, rivolgendosi agli aggressori. E ha aggiunto: “Oggi lo saprà tutto il Bangladesh. Lo saprà tutto il mondo”, contestando il fatto di essere stata molestata mentre si trovava a Venezia per partecipare a un festival cinematografico internazionale. Gli aggressori, sempre secondo il racconto della donna, si sarebbero dichiarati sostenitori di Bangabandhu, il soprannome di Sheikh Mujibur Rahman, primo presidente del Bangladesh, assassinato nel 1975 insieme a diversi membri della sua famiglia. La figlia Sheikh Hasina, dopo un lungo periodo di esilio in India, tornò in Bangladesh e divenne premier, prima di essere deposta nell’agosto 2024 e fuggire nuovamente in India.

La crisi politica sfociata nella rivolta del 2024 ha provocato una repressione sanguinosa. Secondo una stima delle Nazioni Unite, nelle proteste e nelle violenze che accompagnarono la caduta di Hasina morirono circa 1.400 persone. L’ex premier è stata successivamente condannata a morte in Bangladesh con l’accusa di aver ordinato la repressione delle manifestazioni.

Sull’aggressione avvenuta a Mestre sono in corso accertamenti della Digos di Venezia. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e di identificare i responsabili, alcuni dei quali sarebbero riconoscibili nei video diffusi online. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Venezia Simone Venturini, che ha definito l’episodio “gravissimo ed esecrabile”, esprimendo “sentita vicinanza” all’attrice. “Episodi come questo non favoriscono in alcun modo il percorso di integrazione, dialogo e convivenza”, ha dichiarato, chiedendo alle rappresentanze della comunità bengalese di prendere pubblicamente le distanze dall’accaduto. Venturini ha sottolineato inoltre la particolare gravità del fatto che “una donna, insieme ai suoi familiari e alla presenza di un bambino, venga aggredita e intimidita per strada fino a temere per la propria vita”. “A Venezia e Mestre – ha concluso – non può esserci spazio per violenze, minacce o intimidazioni“.

L'articolo “Ho temuto che potessero uccidermi”, aggredita l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon a Venezia 83 per The Difficult Bride proviene da Il Fatto Quotidiano.

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