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Quasi 8000 chilometri e 300mila metri di dislivello. A piedi, con lo zaino in spalla, camminando lungo il Sentiero Italia che unisce il Friuli Venezia Giulia alla Sardegna. È l’impresa di Luca Terenziani, 43enne veneto che ha completato il trekking più lungo del mondo. Dopo essere partito da Muggia il 18 maggio 2025, è arrivato il 30 agosto a Santa Teresa di Gallura oltre un anno dopo. “Avrò il portafoglio più vuoto ma sono enormemente più ricco. Mi spiace sia finita”, ha raccontato in un’intervista a Il Gazzettino.
Al traguardo è arrivato dopo 470 giorni “senza mai tornare a casa”. Ma “sarebbero stati una novantina in meno se non fossi stato bloccato a Pontremoli per la comparsa di due malattie croniche autoimmuni che mi hanno debilitato fino a bloccarmi. E quindi la colite ulcerosa e la spondiloartrite che da allora curo con dei famarci biologici”, ha spiegato.
Durante il suo percorso, Terenziani ha affrontato condizioni meteo avverse: “Piogge, grandinate, bufere di neve, raffiche a 100 km orari ma anche temperature da 40 gradi. Ho sostituito undici paia di scarpe da trekking, tre zaini e alcuni elementi della tenda”. Un’avventura, nel senso più stretto del termine. E “in questi contesti ti rendi conto che per vivere bene non hai bisogno di tante cose materiali ma che basta l’essenziale”.
Tra le emozioni più forti il momento in cui “ho incrociato sulla mia strada un orso – ha rivelato l’escursionista -. Ero in un tratto che sconfinava in Austria e ci siamo guardati per qualche istante. Poi lui è scappato nel bosco lasciandosi alle spalle un alone di magia”.
L'articolo “Ho fatto 8000km in 470 giorni senza mai tornare a casa. Ho affrontato bufere di neve, sostituito 11 paia di scarpe e incrociato un orso. Due malattie croniche mi hanno debilitato fino a bloccarmi”: la storia di Luca Terenziani proviene da Il Fatto Quotidiano.





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