Healthcare sotto pressione. Così gli attacchi cyber minacciano dati e continuità operativa

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Un incidente informatico ha provocato un’interruzione delle attività a livello globale di Boston scientific, multinazionale statunitense che opera nell’ambito dei medical device. Nel filing depositato il giorno successivo alla Sec, l’azienda spiega che alcuni sistemi e applicazioni utilizzati per le operazioni non sono accessibili, con conseguenze anche sulla capacità di elaborare e spedire gli ordini ai clienti. I tempi per il pieno ripristino non sono ancora noti.

Ma quello di Boston scientific è soltanto l’ultimo episodio di una sequenza che negli ultimi mesi ha interessato diversi grandi gruppi healthcare.

Una cronologia

Uno dei casi più rilevanti è quello di Stryker. L’incidente rilevato l’11 marzo ha compromesso l’ambiente Microsoft dell’azienda, interrompendo temporaneamente attività di elaborazione degli ordini, produzione e spedizione. In aprile Stryker ha classificato l’impatto come material, riconoscendone gli effetti sui risultati del primo trimestre.

A maggio West pharmaceutical services ha comunicato un attacco informatico nel quale un soggetto non autorizzato ha sottratto dati e cifrato alcuni sistemi. Per contenere l’incidente West ha portato offline sistemi a livello globale, con una temporanea interruzione delle operazioni. Medtronic ha comunicato ad aprile l’accesso non autorizzato ad alcuni sistemi IT e a dati aziendali, ma non ha rilevato effetti sui prodotti, sulla sicurezza dei pazienti, sulla produzione, sulla distribuzione o sulla capacità di soddisfare la domanda.

Novo Nordisk, a giugno, ha invece reso noto che alcuni dati non pubblici e personali erano stati copiati all’esterno dopo l’accesso a un numero limitato di sistemi interni. Tra le informazioni coinvolte figuravano anche dati pseudonimizzati relativi a partecipanti ad alcuni trial clinici e dati di professionisti sanitari. Anche in questo caso, tuttavia, il gruppo danese ha dichiarato che le attività principali non erano state interessate.

A luglio sono poi arrivati i casi di Abbott e Clover health, entrambi riconducibili almeno in parte a tecniche di ingegneria sociale. Abbott ha definito l’incidente che ha interessato alcuni sistemi della divisione Cancer Diagnostics un attacco di vishing, precisando successivamente che alcuni file coinvolti contenevano informazioni personali o sanitarie. Produzione, laboratori, prodotti e disponibilità delle forniture non sono stati compromessi. Clover health ha invece ricostruito un attacco di social engineering che ha permesso l’accesso a tre account di dipendenti, potenzialmente esponendo informazioni personali e sanitarie degli iscritti, ma senza raggiungere i sistemi finanziari o quelli di gestione dei rimborsi.

Il modulo cyber al Dipartimento Salute Usa

L’Health sector cybersecurity coordination center (HC3) del Dipartimento della Salute statunitense indica phishing, social engineering, furto delle credenziali e credential stuffing tra le tecniche attraverso cui un accesso iniziale può tradursi in sottrazione di dati, frodi o interruzione dei sistemi critici. Non a caso, quest’anno l’Administration for Strategic Preparedness and Response dell’Hhs ha ampliato i propri strumenti di valutazione del rischio con uno specifico modulo cyber, motivando la scelta con la crescente minaccia informatica per il settore Healthcare and Public Health.

Una minaccia crescente

La sequenza si inserisce in un contesto di crescente pressione cyber sulle imprese. Anche Reuters ha descritto nelle scorse settimane un aumento a livello globale degli attacchi informatici, richiamando in particolare la crescita degli attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale e dei ransomware.

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