ARTICLE AD BOX
Quella di oggi “è una conferenza stampa sperimentale”. Incontrando i giornalisti dopo un’operazione antimafia, Nicola Gratteri non nasconde la vena polemica sull'”autobavaglio“, le nuove Linee guida con cui il Consiglio superiore della magistratura ha imposto ulteriori limitazioni ai rapporti tra pm e stampa. “L’informazione è un servizio, e la gente ha il diritto di sapere se quella persona che incontra al bar o quella con la quale è andata a cena è coinvolta in una indagine”, rivendica il procuratore di Napoli. “Da un po’”, spiega, “c’è una visione restrittiva dell’informazione. Avrei dovuto dire qualcosa in più rispetto ai fatti, qual è il livello, come si è giunti agli arresti di stanotte, ma come avete visto il direttore della Dia ha avuto difficoltà, per la paura, per il terrore di violare le disposizioni del Csm”, dice Gratteri, riferendosi al capocentro della Direzione investigativa antimafia di Napoli, Antonio Galante.
Le linee guida del Csm, approvate il 10 giugno scorso hanno già spinto vari procuratori – tra cui quelli di Reggio Calabria e Firenze – a limitare in modo esasperato le informazioni fornite ai cronisti sui procedimenti. Già in passato Gratteri si era espresso contro le leggi-bavaglio firmate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dalla sua predecessora Marta Cartabia: “Sono anni che vedo una visione restrittiva dell’informazione”, dice. “Nordio ha usato in Parlamento questo termine, “sputtanamento”. Ma fatemi un esempio di articoli di giornale o di un servizio televisivo dove un giornalista ha fatto riferimento a intercettazioni private di un indagato o di un imputato: non ho avuto risposta, perché non c’è. I giornalisti sanno distinguere una notizia perniciosa da una notizia con la quale invece si fa informazione”.
L'articolo Gratteri contro l'”autobavaglio” del Csm: “Visione restrittiva dell’informazione, la gente ha il diritto di sapere” proviene da Il Fatto Quotidiano.




English (US) ·