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di Rodolfo Gualtieri
Il comportamento di Meloni è da criticare per un solo, fondamentale motivo: ha reagito solo quando le dichiarazioni di quella specie di palazzinaro, bulletto, figlio della peggiore genia di banditi del vecchio West l’ha attaccata personalmente. Fino a quando ha sbeffeggiato tutti noi italiani ed alleati, arrivando a definirci dei codardi e rivolgendo complimenti personali solo a lei, con espressioni che dette da altri sarebbero state bollate come sessiste, Meloni lo adulava. Lo definiva grande statista, degno del Nobel per la Pace, ignorando la morte e la distruzione che andava seminando. Gli assassini dell’ICE, l’avallo del genocidio a Gaza prima ed in Libano poi, l’immaginare un business da palazzinaro senza un briciolo di umanità su quelle spiagge teatro di inenarrabili stragi, l’affamare l’intero popolo cubano, l’attacco militare al Venezuela prima ed all’Iran dopo, piccoli danni collaterali da accettare per il raggiungimento della pace universale.
Lei, Giorgia, donna, madre e cristiana accettava tutte queste nefandezze per la salvezza dei principi morali e cristiani dell’Occidente. Chissà in quale brano del Vangelo ha trovato una parola di supporto a questi suoi pensieri.
Ora che il suo eroe Trump la dipinge come una mendicante implorante l’elemosina di una foto, si inalbera a difesa dell’onore patrio. Proprio questa volta che le miserevoli espressioni erano rivolte solo a lei e non alla nazione. Molti la beatificano perché ha difeso la superiorità dei valori occidentali. Ma di quale supremazia cianciano? Della storia dei conquistadores, delle stragi di nativi americani e australiani, dello schiavismo a danno dei popoli africani, dei crimini nelle guerre coloniali, del sostegno e approvazione del fascismo prima e del nazismo dopo, dell’aver ignorato per anni la vergogna della Shoah prima di intervenire? Cosa dire, poi, di questi Usa benefattori dell’umanità. Sono intervenuti contro il nazifascismo solo dopo essere stati attaccati a Pearl Harbor: senza quell’episodio se ne sarebbero stati a casa aspettando gli eventi. Hanno utilizzato due volte l’atomica su una popolazione inerme non per terminare una guerra già decisa, ma per mandare un segnale all’Urss. Si sono acquartierati in Europa da occupanti con la scusa di aiutarci ma con il reale intento di dominare il mercato e la politica europea e per sfruttare la posizione durante la guerra fredda. Ci considerano ancora oggi una colonia.
Due episodi emblematici: la strage del Cermis dove i piloti statunitensi, dopo aver giocato a fare i top gun, invece che marcire in galera sono stati premiati con radiose carriere; lo smaltimento di bombe all’uranio impoverito in Adriatico durante la guerra nei Balcani. Glisso sulla bestemmia delle radici cristiane. Non parlo di bestemmie e, questa, è la peggiore di tutte. Quelle radici gli occidentali le hanno estirpate con comportamenti criminali quanto quelli dei jihadisti. È un valore dell’Occidente la democrazia? È democrazia quella negli Usa, dove per essere eletti presidente od anche solo consigliere comunale, bisogna avere un reddito annuo almeno a sette cifre?
Infine è da smentire che Trump sia il peggior presidente di tutti i tempi. Sbagliato! Tutti hanno fatto gli interessi delle grandi lobby economiche americane. L’unica vera differenza è che gli altri erano educati, con solide basi culturali, forniti di buone capacità diplomatiche e, soprattutto, circondati da collaboratori pensanti. Trump, al contrario, è di una maleducazione proverbiale, di una ignoranza senza eguali, di una diplomazia da palazzinaro di periferia e circondato da un gruppo di collaboratori che ricordano molto da vicino quelli di Hitler.
Che Dio, quello vero, misericordioso verso tutte le forme di vita esistenti a prescindere dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche, dalle condizioni personali e sociali, ci salvi dalla follia che stiamo vivendo.
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L'articolo Gli Usa rappresentano la superiorità dei valori occidentali? Parliamone proviene da Il Fatto Quotidiano.




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