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Prosegue, quasi incontrastata, l’avanzata degli Stati Uniti in America Latina. E non si limita più ai Caraibi, ma passa attraverso il protettorato di Caracas e giunge all’estremo sud, alla Tierra del Fuego, aggirando il Brasile di Lula Da Silva. Cadono anche eventuali limiti temporali, poiché gli Usa avranno il loro quartier generale nella regione. Queste le novità apportate dall’attivazione della Joint Task Force-Western Hemisphere, annunciata martedì dal generale Francis L. Donovan sull’account X @SouthCom. Sarà permanente e potrà effettuare operazioni sul terreno di concerto con gli alleati Usa nella regione.
“Accerchieremo e distruggeremo i nemici che minacciano il nostro emisfero”, ha assicurato Donovan nell’annunciare la Joint Task Force, pronta a esercitare “una pressione sistemica totale sulle reti che minacciano la nostra Patria e i nostri soci qui, nella nostra regione condivisa”. Per poter agire sul terreno, la Jtf-Whem si avvarrà della coalizione Shield of Americas, che conta sull’adesione di 18 Stati latinoamericani. “Porteremo la lotta dal nemico” ha rilanciato il generale, spiegando che la Joint Task punta a stroncare sul nascere le reti di criminalità transnazionale presenti nella regione.
Operativa dalla mezzanotte di mercoledì 5 agosto, la Jtf-Whem si sostituisce all’operazione militare Southern Spear, lanciata in via ufficiale il 13 novembre 2025 (ma già attiva tre mesi prima) con la finalità di interrompere le rotte dei narcos attraverso i Caraibi e il pacifico orientale e smantellare i cartelli, con particolare attenzione su organizzazioni come il Cartel de los soles e il Tren de Aragua. In sostanza, l’operazione si era concentrata, quasi in maniera ossessiva, nell’assedio marittimo del Venezuela portando al golpe della Cia contro Nicolás Maduro e alla presunta esecuzione del capo del Tren de Aragua Héctor Rusthenford “Niño” Guerrero Flores, che si rifugiava nell’Arco dell’Orinoco. Tuttavia, in più di un anno di dispiegamento la Southern Spear, costata secondo il Pentagono quasi 1 miliardo di dollari ai contribuenti americani, non è riuscita a incidere sul mercato della droga né a colpire le rotte dei narcos. In seguito, l’operazione è stata oggetto di polemiche a causa delle 221 uccisioni praticate in alto mare tramite il bombardamento di motoscafi e altre imbarcazioni civili con civili a bordo, molti dei quali non erano narcotrafficanti. Lo ha ricordato il senatore Dem, Tim Kaine, in una lettera inviata alla Casa Bianca, nella quale ricordava che le vittime degli attacchi Usa “non erano coinvolte nel narcotraffico”.
Le inconsistenze erano già emerse dopo i primi attacchi, con l’uccisione di Chad Joseph e Rishi Samaroo, 26 e 41 anni rispettivamente, i cui familiari hanno già presentato denuncia presso la Corte distrettuale di Massachusetts. Storie analoghe si sono verificate con le vittime provenienti dalla Colombia (Santa Marta e Guajira), dal Venezuela e da altri Paesi. “Se lui fosse stato una sorta di narco terrorista, perché siamo così poveri?”, diceva al Times Katerine Hernández, moglie di Alejandro Carranza, anche lui ucciso durante le operazioni Usa in alto mare. Adam Isacson, direttore del Washington office on America Latina, non usa mezzi termini: “Sono omicidi sotto la legge nazionale (Usa, ndr) ed esecuzioni extragiudiziali per il Diritto internazionale”. Le preoccupazioni aumentano con l’espansione della giurisdizione territoriale delle operazioni e il via agli interventi congiunti sulla terra ferma, in Stati terzi. “La posizione dell’amministrazione Trump allarga il concetto di conflitto armato al di là del suo di rottura – osserva Rebecca Inger, professoressa di Diritto internazionale presso l’Universidad de Cardozo – e minaccia l’uso della forza letale militare trasgredendo le leggi civili a livello mondiale”. Le operazioni Usa hanno sempre riscontrato la ferma opposizione dei leader progressisti della regione, come Lula Da Silva (Brasile) e Claudia Sheinbaum (Messico), da sempre contrari alle “azioni unilaterali” Usa, che violano l’articolo 2 della Carta Onu.
L'articolo Gli Usa espandono le operazioni militari in America Latina: attivata la nuova task force. Potrà fare operazioni sulla terra ferma senza limiti temporali proviene da Il Fatto Quotidiano.




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