Gli urologi “richiamano” Totti: “Il suo racconto leggero non rende bene l’idea. La visita alla prostata non è un ‘atto di violenza’ e nemmeno una barzelletta”

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Francesco Totti “ci ha dato una mano ad accendere i riflettori sul tumore alla prostata“, ma la visita “non è un atto di violenza” e “non è una barzelletta“. A distanza di poco più di 24 ore dal video andato virale, in cui Totti ha raccontato con grande simpatia al teatro “Brancaccio” la sua prima visita alla prostata, è intervenuto all’Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di Urologia, Giuseppe Carrieri. “Sicuramente qualsiasi momento di comunicazione dedicato alla prevenzione del tumore alla prostata va bene. Francesco Totti ci ha dato una mano ad accendere i riflettori per il mese di novembre che è proprio dedicato alla prevenzione del tumore della prostata e della salute maschile, promosso dalla Società Italiana di Urologia (Siu)”, ha esordito il presidente Siu.

“È il cancro più frequente negli uomini, 40mila casi ogni anno in Italia e 7mila morti; quasi 600mila uomini che continuano a convivere con la neoplasia. Davanti a un problema di così forte impatto epidemiologico, la prevenzione è fondamentale“, ha poi ribadito Carrieri, che successivamente ha quasi “richiamato” Totti: “Il contesto leggero nel quale Totti ha raccontato l’approccio alla visita alla prostata non rende bene l’idea – avverte Carrieri – e come Siu ci sentiamo di tranquillizzare gli uomini: non è un ‘atto di violenza‘ ma prima di tutto un colloquio a 360 gradi tra medico e paziente“, ha spiegato, continuando a puntare sulla prevenzione e sull’importanza di fare una visita, prima di un secondo “richiamo” all’ex capitano giallorosso: “Insomma, la visita urologica – chiosa il presidente – non è una ‘barzelletta‘ e non dobbiamo drammatizzare un atto medico che è focalizzato alla prevenzione. Non si deve avere paura del controllo della prostata. Speriamo che Francesco Totti possa aiutarci in futuro per ampliare il messaggio della prevenzione e della diagnosi precoce“. Carrieri ha precisato che se “lo screening del cancro alla prostata verrà inserito nei Lea, sappiamo che questa prevenzione potrebbe portare a una riduzione del 25% della mortalità, ovvero 1.800 morti in meno ogni anno”.

Nel corso della presentazione del libro “Oltre” al teatro “Brancaccio”, Totti aveva fatto ridere gli oltre mille e 500 presenti raccontando la sua prima visita. Nell’occasione aveva detto: “Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese…?'”. L’ex capitano della Roma aveva fatto divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con il suo racconto, scandito da tempi comici non banali: “Non ti azzardare – ha continuato – che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca… Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima…”.

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