Gli adolescenti: ecco l’ultimo nemico interno. La politica si arma e prepara la prossima guerra

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L’estrema destra al governo nel nostro paese conferma, ogni giorno di più, le lezioni di Michel Foucault che, ribaltando il classico assunto di von Clausewitz (“la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”), spiegava che ormai è la politica ad essere la guerra continuata con altri mezzi. Una guerra interna intesa come regolatore dei rapporti di potere: “Siamo dunque in guerra gli uni contro gli altri; un fronte di battaglia attraversa tutta la società, continuamente e permanentemente, ponendo ciascuno di noi in un campo o nell’altro. Non esiste un soggetto neutrale. Siamo necessariamente l’avversario di qualcuno” (Bisogna difendere la società. Corso al Collège de France, 1975-1976). L’alimentazione di questa guerra permanente, con la costruzione progressiva di “nemici” interni, che si sommano ai “nemici” esterni, e la conseguente militarizzazione della società, è il principio fondamentale di tutte le destre estreme. Compresa quella al governo oggi in Italia.

L’ultimo nemico costruito in ordine di tempo sono gli adolescenti, dichiarati dal disegno di legge presentato dal governo sempre imputabili, salvo prova contraria, già dai quattordici anni, contraddicendo tutte le leggi dello sviluppo cognitivo ed emotivo. Così tutti gli adolescenti sono di fatto considerati potenziali criminali, senza alcun aumento significativo della criminalità minorile nel nostro Paese e senza prevedere alcuna misura educativa a relazioni nonviolente per prevenire episodi di violenza. “I dati disponibili” – scrive l’associazione Antigone – “non mostrano un’esplosione della criminalità minorile, ma piuttosto una progressiva espansione dell’allarme e della risposta penale. È proprio questa trasformazione ad avere già prodotto un sistema minorile sempre più affollato, più securitario e più distante dalla sua originaria funzione educativa”.

Del resto, è lo stesso ministro Piantedosi che – nonostante i continui allarmi sicurezza e i relativi decreti – non potendo ignorare la realtà dei numeri, in una recente intervista dice che “siamo tra i Paesi più sicuri in Europa”. Infatti in Italia il calo degli omicidi è costante e progressivo dal 1991, anno che vide il picco di 1901, ai 286 del 2025, indipendentemente dal tipo di governo in carica. Inoltre, alcuni dei più gravi fatti di cronaca recenti, che hanno suscitato da parte del governo allarmistiche reazioni securitarie – come l’automobilista che ha falciato i pedoni a Modena, il pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia (salvo la cancellazione dei post social indignati di Salvini & C. quando è emersa l’italianità dell’omicida), l’imprenditore di origini marocchine finito tra le mani della polizia a Bologna – sono “effetti collaterali” della contrazione del sistema di cura della salute mentale. Definanziato dal governo, come tutto il welfare.

Definanziati la scuola, la sanità, le politiche sociali, i progetti educativi rivolti alle generazioni più giovani, la lotta alla crisi climatica, i trasferimenti agli Enti Locali e, al contrario, militarizzate le città, le scuole, le università e repressione del malessere diffuso (che non è solo quello esternato) e del dissenso che ne derivano. Anche dei più giovani, che adesso rischieranno di più anche nelle manifestazioni studentesche: “sorvegliare e punire”, per citare ancora Foucault. Insomma assistiamo al disinvestimento sui diritti sociali e civili dei cittadini e, contemporaneamente, all’aumento stratosferico delle spese militari, come denuncia anche l’Osservatorio Milex.

Secondo l’Osservatorio sulle spese militari italiane la spesa bellica per il 2026, tra costi diretti e costi indiretti, sfiora i 35 miliardi, nuovo record storico. I fondi per l’acquisto di nuovi armamenti superano per la prima volta i 13 miliardi in un solo anno, con una crescita di circa il 60% rispetto al 2022. In poco più di tre anni di legislatura il Parlamento ha autorizzato 78 programmi di riarmo con stanziamenti pluriennali per 36,4 miliardi. Il Documento programmatico pluriennale della Difesa prevede oltre 130 miliardi di investimenti in nuovi sistemi d’arma nei prossimi quindici anni. E le traiettorie di crescita decise in sede NATO, e confermate dal Governo dopo il vertice di Ankara, è di circa 500 miliardi aggiuntivi entro il 2035. Dal welfare al warfare.

Come per ogni destra estrema al governo, fino ai fascismi veri e propri, la guerra contro il nemico interno va di pari passo con la preparazione della guerra contro il nemico esterno. Lo abbiamo già visto, tragicamente, nel Novecento, e generazioni di italiani ed europei ne hanno pagato le conseguenze. La grave minaccia dalla quale difendersi davvero oggi è, dunque, l’involuzione autoritaria della democrazia: anche per questo serve la formazione popolare alla difesa nonviolenta. La difesa legittima: civile, non armata e nonviolenta.

L'articolo Gli adolescenti: ecco l’ultimo nemico interno. La politica si arma e prepara la prossima guerra proviene da Il Fatto Quotidiano.

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