Gestione dello studio, AI e ricerca giuridica: al Congresso Nazionale del Notariato Wolters Kluwer presenta l’ecosistema pensato per la professione notarile

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Da quasi 190 anni Wolters Kluwer affianca  l’evoluzione delle professioni giuridiche trasformando i cambiamenti normativi e tecnologici in opportunità concrete per i professionisti. Oggi, in una fase segnata dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente complessità  regolatoria, la vera sfida non è adottare nuovi strumenti, ma costruire modelli di lavoro capaci di integrare innovazione, competenza e affidabilità.

È con questa visione che Wolters Kluwer Italia porta a Roma dal 22 al 24 ottobre, al Congresso Nazionale del Notariato 2026, un ecosistema integrato che connette gestione dello studio, ricerca giuridica e intelligenza artificiale in un unico ambiente operativo.

Tre strumenti, un solo ambiente di lavoro

Il Notariato rappresenta uno dei principali pilastri della certezza del diritto, della tutela dei cittadini e della sicurezza delle transazioni. Per accompagnarne l’evoluzione, Wolters Kluwer fa leva su tre asset strategici, connessi tra di loro: NotaioNext, One LEGALE e Libra by Wolters Kluwer.

NotaioNext, è la cabina di regia dello studio notarile, progettata per ottimizzare l’organizzazione delle attività e gestire in modo sicuro e strutturato dati, documenti e processi. One LEGALE offre contenuti autorevoli e strumenti avanzati per la ricerca e l’aggiornamento giuridico. Libra, il workspace di Legal AI del gruppo, consente di valorizzare il patrimonio informativo di Wolters Kluwer attraverso funzionalità di ricerca, analisi e approfondimento basate sull’intelligenza artificiale, garantendo sempre trasparenza delle fonti, verificabilità delle informazioni e supervisione professionale.

Un sistema progettato per accompagnare il professionista lungo l’intero ciclo del lavoro, dalla gestione operativa alle attività consulenziali a più alto valore aggiunto.

Oltre l’efficienza: la nuova frontiera della professione notarile

La trasformazione in atto non riguarda soltanto la velocità dei processi. Sta cambiando il modo in cui i professionisti accedono alle informazioni, prendono decisioni e generano valore per i propri clienti. Per Giulietta Lemmi, ceo legal & regulatory italy & legal software di Wolters Kluwer Italia, due direttrici stanno ridefinendo il futuro del settore. Da un lato l’AI generativa, già impiegata in attività come per ricerca giuridica, predisposizione di contenuti, due diligence e compliance. Dall’altro l’AI agentica, destinata ad automatizzare attività operative e ripetitive liberando tempo per le funzioni consulenziali e strategiche. L’obiettivo non è sostituire il professionista, ma potenziarne le capacità decisionali e relazionali.



Verso lo “Studio Notarile Aumentato”

Per Domenico Digregorio, vice president & general manager legal & compliance software di Wolters Kluwer Italia, la vera innovazione, non risiede nella singola tecnologia, ma  nella capacità di integrarla in modo naturale nei processi quotidiani dello studio.

“Il nostro impegno è supportare il Notaio nell’affrontare le sfide di un contesto in continua evoluzione, rendendo l’innovazione uno strumento concreto al servizio della professione. È questa la direzione indicata da Wolters Kluwer: ridurre la frammentazione, favorire l’interoperabilità tra strumenti e rendere l’intelligenza artificiale sempre più invisibile, trasformandola in un supporto concreto alla produttività, alla qualità del servizio e alla sostenibilità economica dello studio.”

Nasce così il concetto di “Studio Notarile Aumentato”: un modello in cui competenza professionale, collaborazione del team e tecnologia convergono per generare maggiore efficienza senza compromettere autonomia decisionale, responsabilità e rigore giuridico.

La fiducia che i clienti continuano a riporre in noi conferma la solidità di questo percorso e rafforza la nostra volontà di continuare a essere un partner di riferimento per l’innovazione della professione notarile.



La tecnologia al servizio della relazione

Questo modello trova conferma nell’esperienza di Giampaolo Marcoz, notaio del distretto di Aosta, per il quale l’intelligenza artificiale è l’ultimo tassello di un percorso interamente digitale, che va dal primo contatto con il cliente fino all’invio della copia dell’atto. Una mole così ampia di dati chiede però di essere analizzata e interpretata, ed è qui che la tecnologia restituisce tempo al notaio, permettendogli di concentrarsi sulle esigenze umane e sul valore aggiunto della consulenza. “Nei grandi studi”, aggiunge, “la formazione continua del personale garantisce flussi di lavoro rapidi e sicuri, e lascia al professionista lo spazio per curare la relazione con il cliente”.



Innovazione e cultura del cambiamento

Di relazione e fiducia parla anche Chiara Cassano, notaio del distretto di Lucca, che guarda alla sfida delle nuove generazioni di notai: garantire certezza, legalità e fiducia in un mercato dinamico, che pretende risposte immediate. La tecnologia rende l’informazione accessibile in un attimo ma, avverte, “questo non basta a garantire una reale competenza giuridica”. Automatizzare le attività ripetitive serve proprio a questo: dedicare più tempo all’indagine della volontà delle parti, alla consulenza e alla costruzione del rapporto di fiducia con il cliente.



Dal fax alla fiducia

Quanto sia lungo il cammino lo ricorda Riccardo Menchetti, notaio del distretto di Grosseto, che riavvolge il nastro al 1991. Allora la professione viaggiava tra macchine da scrivere Olivetti, fax e posta ordinaria. Oggi corre su adempimento unico e flussi digitali veloci. In un’epoca in cui circolano immagini e notizie false, il notaio diventa ancora più centrale come garante di certezza, autenticità e affidabilità delle informazioni. I clienti chiedono risposte rapide e procedimenti semplici, e la tecnologia può aiutare a lavorare meglio. Non può però sostituire il notaio nell’accertamento della volontà delle parti, nella verifica della conformità alla legge e nella tutela imparziale dei contraenti.



Lo studio come microazienda

C’è poi un aspetto che riguarda i conti.

Per Francesco De Stefano, del distretto di Lucca, gli studi notarili sono microaziende e, come tali, hanno bisogno di analisi economiche accurate per garantire la redditività: le ore lavorate per pratica, la produttività dei collaboratori, l’ottimizzazione delle forniture. Analisi dei costi, produttività, organizzazione dei flussi di lavoro e utilizzo strategico dei dati diventano fattori sempre più determinanti per la competitività degli studi professionali.

Significa superare la gestione “a fiuto” a favore di un modello guidato dall’analisi dei dati e strumenti informatici. Accanto alle competenze giuridiche emergono quindi nuove capacità legate alla comprensione delle tecnologie digitali e all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, a cominciare dal prompt engineering, elementi destinati a diventare parte integrante della professione.



Dall’università allo studio

Il passaggio dalla teoria alla pratica lo racconta Giulio Cancemi, notaio del distretto di Como e Lecco. Dopo il concorso arriva la gestione quotidiana dello studio, e per affrontarla servono software gestionali che sostengano il notaio in ogni fase, dal preventivo alla redazione dell’atto fino al post-stipula. Sull’intelligenza artificiale la sua condizione è netta: l’ingresso negli studi deve avvenire garantendo sempre i principi della certezza del diritto e le tutele della comunità.



Quando il notariato incontra l’arte

A chiudere il percorso proposto da Wolters Kluwer al Congresso è un elemento simbolico ma significativo: l’incontro tra innovazione e creatività rappresentato dall’artista Skim presente presso lo stand di Wolters Kluwer.

La sua presenza dà forma a un connubio tra notariato e arte: da una parte una professione fondata su certezza, rigore e fiducia, dall’altra un linguaggio che lavora sull’immaginazione. Due mondi lontani solo in apparenza, uniti dall’autenticità e dalla stessa capacità di interpretare il cambiamento e di dargli una direzione.



 

L’articolo Gestione dello studio, AI e ricerca giuridica: al Congresso Nazionale del Notariato Wolters Kluwer presenta l’ecosistema pensato per la professione notarile è tratto da Forbes Italia.

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