Geolier: “A volare sopra San Siro non me la sono fatta sotto, anzi mi sono gasato, ma mio padre ha avuto paura. Tengo moltissimo al mio sogno e quando ho ricevuto porte in faccia, ho cercato di rialzarmi da solo”

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Sorridente, in forma, emozionato ma anche “coccolato” da tutta la sua famiglia e il suo team. Il debutto allo Stadio San Siro, il 13 giugno, farebbe tremare i polsi a chiunque, ma Geolier – forse anche nell’incoscienza dei suoi 26 anni – si mostra pronto ad accogliere l’ennesima sfida professionale. E lo fa subito, volando da 30 metri di altezza per planare sul palco: “Io non me la faccio sotto, anzi mi diverto. Invece mio padre se la fa sotto (ride, ndr)”, ci racconta poco prima dell’inizio del concerto.

Oggi si parla di successo e di traguardi raggiunti, ma le porte in faccia non hanno mai scoraggiato Geolier: “Perché alla fine solo noi sappiamo quanto ci teniamo a un sogno, – ha spiegato a FqMagazine – quanto ci teniamo a quello in cui crediamo. Quindi l’unica persona che mi ha supportato nei momenti no e di difficoltà sono stato io stesso. Io hai avuto sempre la mia famiglia con me, i miei amici, i miei fratelli, la mia città. Però alcune cose non gliele facevo nemmeno capire, quando rimanevo deluso per un momento non positivo”.

Sulla suddivisione del concerto in quattro atti “Promessa”, “Sangue”, “Riscatto” e “Gloria” le idee erano chiare da subito: “Ho voluto una suddivisione fatta un questo modo per creare un inizio e una fine, una storia, la mia. E poi era anche un modo per raccontare tutta la musica che ho fatto in questa mia piccola carriera”.

Da Sanremo 2024 a San Siro Geolier è fermamente convinto “che il pregiudizio dei miei confronti non è mai esistito o non mi è mai pesato così tanto. Stasera canto totalmente in napoletano davanti a 47.000 persone che non vengono tutte da Napoli. Insomma questo dimostra che non siamo nel pregiudizio, ma c’è gente che viene anche per ascoltare me cantare in napoletano”.

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