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Ha raccontato in una videochiamata con il primo ministro indiano Narendra Modi i momenti di terrore durante l’attacco del copilota omanita Hamam al-Hammami, che sul volo Fz1073 Dubai-Tel Aviv della FlyDubai lo ha accoltellato rischiando di fare schiantare l’aereo. Il comandante indiano Smit Machchhar ha parlato tra le lacrime, dal letto d’ospedale: secondo quanto ricostruito finora è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio dopo l’aggressione, consentendo così ad alcuni passeggeri e ai membri dell’equipaggio di intervenire. Il console Yaniv Revah ha dichiarato che Machchhar “ha sventato un grave attentato terroristico. Merita un encomio da parte del presidente e del governo di Israele” scrive il media israeliano Ynet. La testimonianza di Machchhar è già agli atti dell’inchiesta della Procura emiratina che da ha preso in carico il caso dopo che il comandante e il copilota omanita sono stati trasferiti da Tabuk, in Arabia Saudita, dove mercoledì è atterrato l’aereo in emergenza, ad Abu Dhabi.
Intanto ha fatto il giro del mondo il video in cui il comandante indiano del velivolo – 174 passeggeri a bordo, la maggior parte israeliani – ripercorre con il premier del suo Paese quei momenti agghiaccianti. “Stavo cercando di salvare la mia vita, ma sapevo anche che non potevo lasciare che morissero tutti. Avevo così tante ferite che sono crollato”, ha detto, “quando eravamo in picchiata, sentivo che l’aereo stava precipitando. Sapevo che la porta era proprio lì. Allora mentre venivo ancora colpito, ho semplicemente aperto e tutti sono entrati”.
Dall’ospedale di Abu Dhabi dove è ricoverato appare con la testa fasciata, le mani bendate, il tubicino nel naso, gli occhi lucidi. Sposato e padre di due figli ha anche riferito di aver recitato dentro di sè l’Hanuman Chalisa, un inno devozionale induista dedicato al dio scimmia Hanuman, tradizionalmente ripetuto come preghiera per ottenere forza e coraggio. “L’intero Paese prega per te. Il tuo coraggio, la tua compostezza e la tua calma hanno salvato molte vite”, lo ha elogiato Modi, “il Paese può affermare con orgoglio che gli indiani non sono persone che tolgono la vita, ma persone disposte a rischiare la propria per salvare gli altri”. Il comandante gli ha risposto in lacrime: “Sei il mio idolo. Non avrei mai pensato di avere l’opportunità di parlarti”.
L'articolo Flydubai, il racconto in lacrime del comandante Smit Machchhar: “Mi stava accoltellando, ma non potevo lasciare che i passeggeri morissero” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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