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Da oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ferma le attività produttive dell’ex Ilva di Taranto. A cascata seguirà il fermo degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure che lavorano i coils prodotti in Puglia. Lunedì 12 sarà sciopero per 24 ore, per ogni turno, in tutti gli stabilimenti. Lo hanno annunciato Fim, Fiom e Uilm al termine dell’incontro di giovedì sera con il governo a Palazzo Chigi, giudicato insufficiente a dare risposte sul futuro del gruppo siderurgico. Il rischio è che dalla metà di novembre scatti la cassa integrazione per tutti i lavoratori, mentre resta incerto il destino degli impianti. Il confronto con il governo si è svolto proprio mentre il gruppo annunciava il fermo attività produttive a Taranto a partire da oggi, 9 ottobre, dopo che il 5 ottobre è stata rigettata la richiesta di sospensione dell’applicazione del decreto della Corte d’Appello di Milano del 27 luglio scorso.
Gli impianti resteranno inizialmente in modalità di riscaldo, il cosiddetto hot stand-by, in attesa della decisione della Corte di Cassazione. Ma, in assenza di un provvedimento favorevole, il 24 ottobre verrà sospeso anche il mantenimento in riscaldo, con lo spegnimento definitivo dell’area a caldo entro il 25 ottobre e “senza alcuna possibilità” di riavvio successivo, ha avvertito l’azienda, che ha chiesto l’attivazione degli ammortizzatori sociali.
Nel corso del tavolo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha annunciato l’intenzione del governo di portare al prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge sulle tutele sociali dei lavoratori. La cassa integrazione, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe essere attivata non in una prospettiva di chiusura dell’attività, ma di continuità produttiva. L’obiettivo dichiarato resta la produzione di acciaio green, attraverso un impianto per la produzione di preridotto (Dri) e forni elettrici. Il governo ha inoltre predisposto un decreto per evitare i licenziamenti nell’indotto e un’integrazione del trattamento di cassa integrazione fino al 70% per i dipendenti diretti. Misure che, secondo i sindacati, non bastano.
L'articolo Ex Ilva, lunedì prossimo 24 ore di sciopero in tutti i siti dopo l’annuncio del fermo degli impianti a Taranto e in Liguria proviene da Il Fatto Quotidiano.





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